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13 cani ritrovati avvelenati a Casteldaccia

L’hanno trovata lunedì pomeriggio, la cagnolina. Era morta. E con lei, anche i dodici cuccioli che portava in grembo. 

A scoprire il corpo senza vita è stato uno studente che lavora come volontario in un canile di Casteldaccia, in provincia di Palermo. Era morta da poco, la cagnolina, vicino casa del ragazzo.

Non è la prima volta che nella zona si verificano episodi di avvelenamento massivo di cani randagi: il fatto è stato infatti segnalato più volte anche da alcuni contadini, che hanno ritrovato i corpi nei loro terreni.

Ad ucciderli tutti, probabilmente, un veleno di poco prezzo e perfettamente legale. Talvolta capita anche che i resti di queste povere vittime della cattiveria umana vengano gettati nella spazzatura, come rifiuti. 

Ora lo studente presenterà denuncia ai Carabinieri del posto.

“Non riesco a capire cosa ci sia dietro questi episodi, perché gli animali stazionavano alla periferia del paese e non andavano mai in centro. Non davano fastidio a nessuno”, dice il ragazzo.

Qualunque motivazione sia alla base di un gesto tanto vigliacco e meschino, non è importante. Chi avvelena i cani è solo un piccolo uomo che ha bisogno di sfogare rabbia e frustrazione su creature innocenti e molto, molto più indifese di lui.

Foto: repertorio.

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