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Volpe ammazzata a Venezia dalla Polizia: risposte senza senso dalla Provincia

Una cara lettrice ci invia la risposta fornita dalla Presidente della Provincia di Venezia Francesca Zaccariotto in merito all’uccisione di una volpe intrappolata in un laccio da bracconiere ad opera della Polizia Provinciale.

Le forze dell’ordine erano state chiamate sul posto da un cittadino che aveva trovato la volpe in trappola, ferita ma ancora viva. La speranza dell’uomo era che chiunque intervenisse le restituisse la libertà perduta.

Così non è stato. Gli agenti di Polizia Provinciale presentatisi sul posto hanno “finito” il povero animale.

Una scelta che ha riempito di orrore e di sconcerto sia l’uomo che intendeva salvarla, e che nulla ha potuto contro la decisione delle forze dell’ordine, sia tutti gli animalisti successivamente venuti a conoscenza del fatto.

Le email inviate alla Provincia di Venezia per chiedere spiegazioni in merito a quanto accaduto sono state numerose. Non a tutte è stata data risposta. A quella della nostra lettrice sì.

Una risposta che lascia l’amaro in bocca tanto quanto il fatto in sé, perché giustifica freddamente un atto di brutalità gratuito e ingiusto ai danni di un animale indifeso e vittima, peraltro, della trappola di un bracconiere.

La volpe, la vittima, è stata “ricompensata” con una pallottola. Il bracconiere è a piede libero.

Queste le parole di Francesca Zaccariotto, che ci auguriamo non sarà presidente della Provincia di Venezia per molto tempo ancora. Perché l’Italia ha bisogno di gente diversa da questa.

***

COMUNICATO STAMPA

VOLPE ABBATTUTA, PRESIDENTE ZACCARIOTTO RISPONDE AI CITTADINI 

E AL DEPUTATO EUROPEO ZANONI   

«Numerosi cittadini, ed anche il deputato europeo Andrea Zanoni mi hanno scritto in questi giorni preoccupati per l’abbattimento di una volpe intrappolata da un laccio nella zona Valle Ossi, nella laguna del Mort ad Eraclea. Desidero rispondere che le operazioni svolte dagli agenti di Polizia Provinciale sono state rispettose sia dell’animale, sia della legge regionale in vigore. La legge regionale impone infatti l’abbattimento per ragioni preventive di sicurezza, per tutelare l’incolumità dei civili, quando si ha di fronte un animale ferito, potenzialmente pericoloso, e portatore della rabbia silvestre, come è la volpe, con un elevato rischio di contagio all’interno di un’oasi naturalistica protetta.  Devo altresì segnalare che la pubblicizzazione dell’evento ha interrotto un’indagine in corso della polizia provinciale, che stava portando gli agenti ad individuare il bracconiere che abitualmente pone le trappole in quel punto dell’oasi» – così la presidente della Provincia di Venezia Francesca Zaccariotto, dopo le numerose segnalazioni pervenute agli uffici provinciali.

L’assessore alla Polizia provinciale Giuseppe Canali ha aggiunto: « I nostri interventi a favore del ripopolamento delle specie autoctone e a difesa degli animali protetti sono continui, come altrettanto numerose sono state le operazioni effettuate nel corso dell’anno per liberare animali catturati con sistemi illegali. Nei giorni scorsi sono state liberate alcune lepri catturate con sistemi a laccio, e abbiamo sporto notizia di reato per bracconaggio contro ignoti».

Il fatto risale al 27 gennaio scorso. Gli agenti del Corpo di Polizia provinciale, coordinati dal responsabile del nucleo operativo Ariano Patron, e su indicazione del comandante Angelo Brugnerotto, sono intervenuti sul luogo perché una volpe era stata catturata con un laccio posto illegalmente da un bracconiere. Gli agenti si sono trovati di fronte ad un animale gravemente ferito e incattivito, che si divincolava energicamente attorno al paletto che sosteneva il laccio, con lesioni e perdite di sangue alla bocca, e i poliziotti accorsi non hanno potuto far altro che abbatterla, come previsto dalla normativa regionale (d.L. Regione del Veneto n. 139 del 3.8.2010 al punto 5 dell’allegato A).

Venezia, 5 febbraio 2012

Ufficio Stampa e Comunicazione

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Sito web: www.provincia.venezia.it

Responsabile: Patrizia Salvaterra

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4 Commenti

  1. sono abituati agli italiani che si fanno andar bene tutto e pongono pure la vaselina.

  2. Anch’io ho ricevuto la stessa sconcertante risposta a cui ho controbattuto dicendo che è logico che un animale intrappolato sia agitato, impaurito e quindi abbia un atteggiamento di difesa e che la cosa più ovvia da fare sarebbe stata sedarlo per poi portarlo da un veterinario che avrebbe potuto esaminare il reale stato di salute e decidere per il meglio e non per un’esecuzione sommaria.
    Invito chiunque abbia ricevuto la risposta “senza senso” della Provincia di Venezia a rispondere per le rime.
    Purtroppo mi è accaduto altre volte di ricevere risposte stupide e inadeguate da parte delle cosiddette istituzioni che dovrebbero essere costituite da persone qualificate e sensibili al sociale ed alle richieste dei cittadini…

  3. Concordo:L’Italia ha bisogno di persone diverse.

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