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[VIDEO] Il lager per beagle destinati alla vivisezione non si farà (in UK)

BUAV, la British Union for the Abolition of Vivisection, ha vinto la sua battaglia: l’equivalente di una Green Hill in salsa anglosassone non si farà e la costruzione del lager per cani è stata interrotta.

La scorsa settimana il Segretario di Stato per le Comunità e il Governo Locale ha rigettato la proposta di Bantin & Kingman Universal Ltd, di fatto proibendogli di costruire un allevamento per beagle destinati alla sperimentazione medica.

La campagna di BUAV in opposizione a questa struttura tutta dedicata alla vivisezione si è rivelata vittoriosa anche grazie al massiccio supporto delle associazioni animaliste internazionali, oltre che a quello fornito da personalità di spicco come Brian May, chitarrista dei Queen, animalista e vegetariano. La petizione iniziata da BUAV sul sito Care2, inoltre, ha raccolto oltre 28.000 firme.

La prima obiezione era, naturalmente, relativa alla crudeltà insita nella costruzione di una vera e propria “catena di montaggio” di esseri viventi, senzienti e sensibili destinati a finire sotto i bisturi dei vivisettori. Non solo le condizioni in questo genere di allevamento sono assai precarie (come anche dimostrato dal servizio di Striscia La Notizia all’interno della nostrana Green Hill), cosa che BUAV aveva documentato attraverso investigazioni sotto copertura in strutture appartenenti, tra gli altri, al colosso Harlan-Hillcrest, ma la sofferenza inflitta agli animali è un incubo ben difficile da immaginare.

Secondo BUAV: “La proposta di costruire la fabbrica a Grimston sarebbe risultata nella generazione di migliaia di beagle da utilizzarsi in esperimenti sia in UK che oltremanica. Nel 2010, oltre 5000 esperimenti sono stati praticati solo sui cani e solo nei laboratori inglesi. I beagle sono ampiamente utilizzati nei test di tossicità (avvelenamento) sia per medicinali umani che veterinari, così come per test agrochimici. I cani vengono nutriti forzatamente con agenti chimici e droghe in capsule, spesso attraverso tubi di plastica inseriti dalla bocca direttamente nello stomaco. In altri casi vengono legati a tavoli di contenzione mentre le sostanze tossiche vengono pompate direttamente in vena. Gli animali soffrono di reazioni che includono vomito, diarrea, perdita di peso, letargia. Alcuni di loro sono così malati da morire o da dover essere soppressi”.

Michelle Thew, Chief Executive di BUAV, ha parole di riconoscenza verso le autorità che hanno detto no alla costruzione del lager: “Applaudiamo il segretario comunitario per aver respinto il piano di costruzione nello Yorkshire. Utilizzare cani nei test è un problema che crea preoccupazione nell’opinione pubblica, e questo si nota dalla massiccia risposta alla nostra campagna. Questa è una vittoria per la gente, e ovviamente per i cani”.

Mentre in UK accade questo, a Montichiari Green Hill continua a lavorare nonostante le battaglie di alcuni (pochi) parlamentari. Quanto tempo dovrà ancora passare prima che l’Italia si decida davvero a diventare un Paese civile?


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3 Commenti

  1. cinzia daniels

    ASSASSINI VI AUGURO CHE UN GIORNO ANCHE VOI SUBIRETE LE STESSE TORTURE E MORTE CHE INFLIGGETE A QUESTI INNOCENTI….ANZI NON AVREI UN PROBLEMA AD ESSERE QUELLA CHE VE LE AMMINISTRA…CREPATE

  2. solo questa frase assasini

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