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Gary Yourofsky: perché antispecisti e perché vegan

Riportiamo in toto la splendida intervista pubblicata da Il Cambiamento e concessa dall’attivista per i diritti animali Gary Yourofsky, protagonista anche del video – davvero illuminante – che vi mostriamo in calce.

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Ho incontrato Gary Yourofsky, attivista per i diritti animali americano. Nato e cresciuto a Oak Park si laurea nel 1998 alla Oakland University in giornalismo. Nel 1995 Gary diventa vegetariano e nel 1996 vegano, dopo aver partecipato ad una conferenza a Washington sui diritti animali. Lo stesso anno fonda un gruppo di attivisti chiamato ADAPTT (Animals Deserve Absolute Protection Today and Tomorrow) che conta migliaia di iscritti in tutti gli Stati Uniti, i cui membri sono stati molte volte denunciati per proteste contro l’uso di altri animali nella ricerca medica, nei circhi e per altre forme di intrattenimento.

Considerato un estremista, un radicale e un leader, nel marzo del 1997 Yourofsky viene colto in flagranza di reato mentre liberava 1.542 visoni da un allevamento in Ontario: Yourofsky sconterà ben 6 mesi di prigione in un carcere di massima sicurezza in Canada.

Egli continua a fare manifestazioni contro ogni tipo di sopruso sugli altri animali, coinvolgendo sempre più persone a livello nazionale attraverso azioni dirette (che lo hanno portato ad essere arrestato ben 13 volte dal 1997 al 2003, oltre ad essere bandito da ben cinque stati stranieri) e con l’uso di media. Dal 2001 in poi Yourofsky viene sempre più invitato a tenere conferenze nei licei e nelle università americane e straniere.

La prima domanda che vorrei farle, alquanto filosofica, è: perché la gente mangia la carne e i derivati?

La gente mangia altri animali e i loro derivati per 4 ragioni: abitudine, convenienza, gusto e tradizione. Con l’aggiunta del profitto economico queste sono le sole ragioni per cui la gente mangia altri animali. Quindi, non c’è alcuna valida ragione per non essere vegan. Inoltre mangiar carne e derivati è una tossicodipendenza, la più antica e potente dipendenza. La differenza però tra la dipendenza da carne, formaggio, latte e uova e quella da droghe è che la prima colpisce direttamente.

In Italia gruppi di individui si definiscono ‘specisti’ per contrapporsi al movimento antispecista. Pensi fosse prevedibile questa reazione da parte dei tradizionalisti pur di difendere le loro usanze?

Il problema sta tutto nella dipendenza, come detto prima. La gente, quando è dipendente, diventa irrazionale e stupida. I tossici difenderanno sempre le loro abitudini psicotiche. È veramente difficile rompere un’abitudine da tossico. Ma con l’educazione la liberazione animale è possibile. I miei seminari convertono migliaia di persone al veganismo mentre altre migliaia riducono significativamente il loro consumo di carne e derivati.

Inoltre, grazie alla rete, centinaia di migliaia di persone stanno diventando vegane, o comunque intraprendono il percorso verso il veganismo. La riduzione e l’abolizione sono gli unici percorsi possibili per fermare questo massacro una volta per tutte.

Qual è la tua definizione di antispecismo?

Questo va al nocciolo della questione. Agli attivisti per i diritti animali viene spesso chiesto se un pompiere deve salvare un cane o un bambino da un ipotetico edificio in fiamme (o dall’orlo di un precipizio). Dato che gli altri animali e gli umani soffrono alla stessa maniera, specialmente se arsi vivi, e partendo dal presupposto che entrambi hanno diritto alla vita, per me è oltraggioso che la gente pone tale questione. Il pensiero di altri animali trattati come esseri umani trasforma allo stesso modo esseri umani razionali in irrazionali. Come può uno scenario di questo tipo presentarsi soltanto quando gli altri animali sono coinvolti?

Nonostante la questione sia un escamotage, discriminatoria e non ha alcun legame col fatto che un animale non dovrebbe essere torturato, abusato, schiavizzato, modificato geneticamente e ucciso dagli uomini, comunque l’eventuale pompiere dovrebbe salvare entrambi, cominciando da chi è più vicino all’ingresso del palazzo in fiamme, a prescindere. Poi se trasferiamo questo ragionamento nel mondo umano, esso ha la stessa logica razzista: chi salvare il bianco o il nero? Un gay o un etero? L’ebreo o il musulmano? Se fossi il pompiere salverei chiunque potessi salvare, senza pormi la questione, anche se tra uno stupratore di bambini e un topo salverei il topo.

Prima dell’avvento del movimento antispecista agli inizi degli anni 70′, il tema sui diritti animali ha avuto un ruolo marginale nel dibattito scientifico e filosofico occidentale. Puoi spiegarci come ciò è possibile dato che il rispetto per la vita (in senso lato) è predicato in tutte le culture da sempre?

Gli altri animali sono sempre stati maltrattati e abusati nonostante Pitagora e Gesù, giusto per citare alcuni tra i nomi più conosciuti, uomini che predicavano la compassione, uno stile di vita etico e il veganismo. Niente è cambiato dai loro tempi. L’olocausto non ha mai avuto fine. Nessuno ha mai sofferto quanto gli altri animali. L’atrocità globale di mangiare altri animali uccide più esseri innocenti in un anno che tutte le atrocità umane in 5000 anni messe insieme!

In Italia assistiamo ad un’impennata dei consumi con l’avvento del capitalismo e degli allevamenti intensivi nel dopoguerra. Qual è il ruolo dei media, della scienza e della politica in questo contesto?

In USA il 4-5% della popolazione è vegetariana e di questa solo l’1% pratica il veganismo. Se nasci con ali, pelliccia, piume, pinne e 4 o più zampe non hai speranza di vivere. I media non fanno che deriderci e prenderci in giro attraverso le loro assurde bugie, sono parte dell’industria della carne e derivati dato che quest’industria li finanzia. Questa paga miliardi e miliardi di dollari in pubblicità: per quale ragione i media dovrebbero attaccare i loro padroni? La rete ha portato più conoscenza nel mondo. Dopotutto non si può controllare la rete, un vero e proprio luogo di sfogo.

Le pubblicità mentono su cosa in realtà la carne è (il corpo mutilato e smembrato di un animale ucciso), su cosa gli altri animali passano nelle aziende dei derivati. Queste portano le persone a credere che la carne e i derivati crescano sugli alberi e che siano necessari alla salute. Anche la scienza e la politica hanno servito questo meccanismo. Da un punto di vista economico, tenere gli altri animali in schiavitù è sempre stato un ottimo business su questo pianeta. Comunque sia, a parte che nessun guadagno economico giustifica la schiavitù, sia essa umana o animale, non è necessaria per l’economia l’industria animale, anzi il contrario.

Chi rinnega i vantaggi della dieta vegetariana sostiene di conoscere onnivori longevi e che quindi l’uomo può vivere a lungo anche mangiando carne. Che ne pensi?

Tutti i più importanti studi in ambito scientifico dimostrano che i vegani hanno il minor numero di disfunzioni e malattie e in media sono più longevi. Chiunque può giocare alla ‘roulette della salute’ ed essere fortunato. C’è gente che fuma sigarette e non si ammala mai di cancro ai polmoni. Comunque il veganismo non riguarda solo la salute ma è etica, compassione, decenza e altruismo.

Come sarebbe il mondo dal tuo punto di vista se ad un tratto tutti diventassimo vegani? Potresti dipingerci uno scenario futuristico?

Il veganismo ricreerebbe il paradiso terrestre, un luogo dove gli esseri umani vedono gli altri animali come esseri da ammirare, creature ispiratrici. È arrivato il tempo di riconnetterci con il mondo naturale, per il bene degli altri animali, dell’ambiente e degli esseri umani. Proteggere il più debole è il primo passo per elevare lo spirito, per essere veramente civilizzati.


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