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Procedure della vivisezione: cos’è il test LD50?

Il test LD50 determina il dosaggio di una sostanza in grado di uccidere il 50% degli animali a cui verrà somministrata. 

Il valore LD50 è dunque equivalente al dosaggio che uccide la metà degli esemplari con cui la sostanza entra in contatto. Si tratta di un valore variabile a seconda delle specie su cui la sostanza viene testata.

La sostanza può essere somministrata all’animale in vari modi: per via orale, topica, intravenosa, o per inalazione.

Generalmente, le specie su cui viene effettuato questo test sono ratti, topi, conigli e porcellini d’India. 

Le sostanze da testare possono includere droghe, pesticidi, prodotti per la pulizia della casa. 

Il test LD50 è controverso perché i risultati hanno limitato, se non assente, significato quando applicato agli esseri umani. 

Determinare quale quantità di sostanza è in grado di uccidere un topo ha poca rilevanza con gli esseri umani. È anche controverso il numero di animali coinvolti nel test LD50, che pare si attesti ad una cifra di 100 o più animali.

A causa di queste controversie, il test LD50 non è più praticato con l’assiduità tipica degli anni Ottanta e Novanta, e viene fortemente scoraggiato o non richiesto. Resta comunque una delle tante procedure orribili praticate in vivisezione.

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