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Petizione: vitello, una carne crudele

Tutta l’alimentazione carnea si basa sulla crudeltà, la sofferenza, il sacrificio e la morte di creature viventi e senzienti, con una vita emotiva paragonabile alla nostra. Ma siccome proibire l’alimentazione carnea in toto è impossibile al momento, e non tutti sono suscettibili ad una sensibilizzazione assoluta all’argomento, si tenta di muovere piccoli passi.

Uno di questi riguarda quel tipo di carne che, dal macellaio, è comunemente chiamata ‘vitella’.

Molti non sanno cosa si cela dietro le ‘prelibate’ fettine che si mettono nel piatto.

E tra quelli che non sanno, magari c’è qualcuno che desidera aprire gli occhi.

La vitella è una carne ottenuta, naturalmente, dai cuccioli delle mucche. Naturalmente può essere prodotta sia da vitelli maschi che da vitelli femmine, di qualunque razza, ma la verità è che la maggior parte di essa deriva da vitelli di sesso maschile nati all’interno di allevamenti caseari, ossia finalizzati alla produzione di latte, burro, formaggio.

Qui, esistono cinque tipi di vitello:

  1. I neonati, macellati quando hanno solamente qualche giorno di vita e raggiungono al massimo il peso di 68 kg.
  2. I vitelli nutriti con un surrogato del latte, la cui carne è color avorio o di un rosa stinto e ha consistenza vellutata. Vengono normalmente macellati quando hanno 18/20 settimane.
  3. I vitelli nutriti a granaglie o altro cibo solido oltre al surrogato del latte. La loro carne è più scura e grassa. Vengono uccisi a 22/26 settimane di età.
  4. I vitelli inglesi a carne rosa, cresciuti in fattorie associate all’inglese RSPCA e al suo programma “Freedom Food”. Vengono macellati a 35 settimane di vita.
  5. I vitelli cresciuti in libertà, ossia al pascolo. Hanno accesso illimitato al latte della mamma e all’erba. Non vengono loro somministrati ormoni o antibiotici, come invece accade normalmente almeno per le prime tre categorie, come supplemento a un’alimentazione del tutto inadeguata (per esempio, avrete notato che non viene mai menzionato l’accesso al latte materno). La carne dei vitelli cresciuti in libertà è rosa intenso e bassa di grassi. Sono macellati a 24 settimane di età.

L’industria della carne di vitello è una delle più aberranti. I vitelli altro non sono che un sottoprodotto dell’industria casearia: sono “creati” dalle “macchine da latte”, ossia le loro mamme.

Nell’industria casearia la nascita di un vitello femmina significa, nell’arco di pochi mesi, la creazione di una nuova macchina da latte. Fin dal momento in cui vengono alla luce, questi animali sono confinati lontani dalla loro madre e nutriti con ormoni sintetici, in modo che crescano rapidamente e possano produrre latte in fretta, e antibiotici – perché possano sopravvivere in un ambiente non idoneo e malsano.

Queste mucche sono inseminate artificialmente e, una volta che hanno partorito, vengono munte per anni. Quando la produzione di latte diminuisce, vengono macellate e la loro carne rivenduta come seconda scelta.

I vitelli maschi vengono tolti alle madri nel momento in cui nascono. Non possono poppare. Non possono ricevere il calore materno in alcun modo. Se appartengono alla prima categoria elencata, verranno macellati entro poche settimane. Diversamente, vengono confinati in micro-ambienti, spesso incatenati, e nutriti a ormoni.

Per finire nel nostro piatto.

Noi li chiamiamo animali. Ma sono bambini di un’altra specie.

Firmate la petizione a questo indirizzo.

Citiamo, in chiusura, la dichiarazione di uno dei firmatari della petizione: “E’ un mistero come persone apparentemente normali possano essere così crudeli e senza cuore, da riuscire, costantemente, a rubare il neonato dalla loro madre per prenderne il latte. Quel latte era destinato al cucciolo. La madre grida quando il piccolo viene portato via. Eppure queste persone massacrano il vitellino e fanno soldi su uno scempio simile. Vorrei che la gente si svegliasse”.

Lo vorremmo anche noi.

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2 Commenti

  1. ANCHE IO LI CHIAMO BAMBINI, SONO FIGLI DI MAMME ,ANCHE SE NN UMANE…O SIAMO NOI UMANI GLI ANIMALI?

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