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Otto cani da cinghiale lasciati a morire asfissiati in auto

L’episodio è avvenuto a Castiglione della Pescaia ed è stato scoperto a seguito di una segnalazione anonima.

Gli otto cani da caccia, segugi di media taglia considerati “riserve” nell’ambito di una battuta di caccia al cinghiale nella quale erano impegnati diversi cacciatori, erano stati lasciati all’interno dell’auto. 

I Carabinieri hanno ricevuto una segnalazione anonima in merito a quanto avvenuto: i cani erano morti nelle loro gabbie, all’interno dell’auto lasciata con i finestrini alzati. Ma le carcasse per ora non si trovano, e le forze dell’ordine ritengono – dopo aver parlato con alcuni cacciatori – che siano state sepolte da qualche parte nella riserva per nascondere le tracce di quanto accaduto. 

La cosa più difficile sarà scoprire che fine abbiano fatto a diversi giorni di distanza: la lettera anonima – inviata probabilmente da parte di un altro cacciatore – spedita in questi giorni sia ai Carabinieri che alla LAC (Lega per l’Abolizione della Caccia) riferisce che il fatto è avvenuto lo scorso 29 dicembre. L’autore sostiene di essere stato uno delle persone facenti parte del gruppo che ha ritrovato i cani morti soffocati, in mezzo a urina e vomito.

I fatti e le circostanze verificate dai Carabinieri nel corso di questi primi giorni di indagine hanno fatto sì che si aprisse ufficialmente un’indagine da parte della Procura di Grosseto. I Carabinieri del Comando Provinciale hanno confermato a Geapress di essere stati incaricati delle indagini. 

Finora si sa che il “canaio” della squadra è un trentacinquenne grossetano che deteneva i cani stipati in una sorta di gabbia artigianale di un metro di altezza e un metro e mezzo di profondità. È già stato a colloquio dai Carabinieri.

La storia è diventata solo nelle ultime ore di dominio pubblico, così come confermato da Raimondo Silvieri, presidente di LAC Toscana.

“Quei cani erano stipati in un piccolo gabbiotto, fatto questo che già palesa il maltrattamento oltre che la violazione dello stesso regolamento della Legge Regionale 59/09”, dichiara Silvieri, “Questo a prescindere se i cani siano morti per asfissia provocata o no, se siano stati dimenticati in auto o più probabilmente parcheggiati per essere utilizzati come ricambio. Intanto, come LAC abbiamo depositato un esposto presso la Procura e in caso di procedimento ci costituiremo parte civile”.

Si chiede ora ai cacciatori che hanno visto o sanno qualcosa in merito alla faccenda di non tacere più: i responsabili di uno scempio simile vanno puniti.

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3 Commenti

  1. Questo è una persona schifosa e che meriterebbe di morire nello stesso modo se non peggio, ma il problema qui non è “il cacciatore”,è questo bastardo.
    Io sono un cacciatore, come tanti altri, e come la maggior parte,sono lontano anni luce da queste cose, è come dire che se un barista non fa uno scontrino,tutti i baristi sono ladri ed evasori fiscali.ci sono anche gli onesti, non si deve generalizzare specialmente in questi casi.

  2. antonio gargiulo da napoli

    sono dei porci miscuso con i maiali

  3. Nooooo…..ma i cacciatori sono delle brave personcine, che amano la natura e gli animali !!!!!!!!!!!!!!

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