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Donati 1,5 milioni di dollari in memoria di Ace

Chi ricorda la storia di Ace, il cane accalappiato e soppresso negli USA solo perché di razza pitbull e quindi ritenuto non adottabile? Ne avevamo parlato qui.

Ace non ce l’ha fatta, e sebbene non sia stata fatta piena luce sulla sua fine e sulle ombre che l’hanno circondata, il suo ricordo è rimasto nel cuore di molti. In particolare di qualcuno.

Un gruppo animalista di Detroit ha infatti ricevuto il genere di notizia che qualunque associazione non profit attende da sempre: un donatore anonimo ha donato loro un milione e mezzo di dollari in modo che possano costruire il primo rifugio no-kill (ossia dove l’eutanasia non è permessa) in memoria del pitbull che avevano cercato tanto disperatamente di salvare.

Il Detroit Dog Rescue è stato fondato solo nove mesi fa dalla produttrice televisiva Monica Martino e dall’artista hip hop Daniel (Hush) Carlisle, ma il gruppo si era meritato subito l’attenzione di tutti per aver cercato di fermare il Detroit Animal Control dall’eutanasizzare Ace, un pitbull malridotto ed emaciato che era stato trovato vagante per le strade, lo scorso novembre.

Quando il DDR era venuto a sapere dell’esistenza di Ace, era corso sul luogo del ritrovamento cercando di battere sul tempo l’Animal Control, che per legge ha la facoltà di eutanasizzare il 100% dei pitbull randagi recuperati in città.

Sfortunatamente, le guardie zoofile erano già arrivate e avevano già accalappiato il povero Ace, un cane docile e buono, con il solo difetto di essere nato della razza sbagliata. 

DDR aveva a quel punto cercato di liberare Ace ed era riuscito ad ottenere persino uno stop temporaneo alle eutanasie per cinque giorni, mentre cercava in lungo e in largo i proprietari di Ace. Migliaia di supporter si erano accordati alla battaglia perché Ace vivesse.

Sfortunatamente, però, Ace venne comunque soppresso lo scorso 10 novembre.

Ora, ecco comparire dal nulla il donatore misterioso.

Carlisle spiega che tutto è cominciato con una telefonata da parte di una donna californiana, colpita da una malattia che ne mette in pericolo la vita e volontaria animalista. La donna ha spiegato che avrebbe donato un milione e mezzo di dollari al gruppo non profit.

“Parlava con grande nonchalance, in maniera molto umile. Poi all’improvviso ha detto: vorrei solo che sapeste che faremo tutto molto in fretta, si tratterà di un trasferimento di denaro a vostro beneficio. Dovreste ricevere i soldi entro domani”, racconta Carlisle, “E io ho ribattuto: mi scusi, ha detto un milione di dollari?”.

La donna ha richiesto che le sue generalità rimanessero anonime.

Aggiunge la Martino: “Questa donazione è solo l’inizio. Mentre io e Hush lavoravamo per le strade di Detroit, abbiamo visto direttamente la situazione dei cani randagi in città. Questo problema sta diventando un’epidemia e il sistema che dovrebbe controllarlo è rotto. Il primo passo è quello di costruire rifugi in cui l’eutanasia non possa essere praticata”.

Il DDR ha stimato che siano 50 mila i cani randagi sul territorio cittadino.

Nella foto: Ace.

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3 Commenti

  1. bene …dov’ è finita la civiltà

  2. Cristina Carrano

    A volte i nostri fratelli animali non muoiono per niente. Non so se è giusto o sbagliato, ma almeno questa volta vedo nella tragica fine di Ace una ragione di vita per tutti gli altri.

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