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Lo Sri Lanka è pronto a massacrare 3 milioni di randagi

La Romania versione 2.0 si chiama Sri Lanka: è infatti notizia di questi giorni che il governo del Paese abbia in programma la “soluzione finale” per i 3 milioni di cani randagi che vagano per le strade. L’uccisione di massa.

Pare che siano circa 2000 al giorno i cittadini del Paese ricoverati negli ospedali per i morsi (della fame) dei randagi: un’emergenza che finora è costata al governo circa 13 milioni di dollari. Da qui la decisione di procedere a quella che si può definire come una vera e propria mattanza collettiva.

“La nostra politica è fallita, abbiamo deciso di tornare alla vecchia prassi”, ha dichiarato in televisione il Ministro della Sanità di Colombo, sottolineando come nel 2006 la pratica dell’eutanasia massiva fosse stata sospesa a seguito delle pressioni animaliste internazionali, che avevano chiesto e ottenuto di favorire le sterilizzazioni.

Il ministro sostiene ora che il fallimento sia imputabile proprio a questa modalità, cosa che, in effetti, suona assai improbabile: l’esperienza insegna invece che sono proprio le stragi di massa a non servire a nulla, e la Romania e lo stesso Sri Lanka pre-2006 ne sono la prova.

Le associazioni animaliste internazionali puntano il dito contro la corruzione e gli errori di gestione delle autorità srilankesi. 

Il gruppo animalista Satva Mitra dichiara: ”Vogliamo che il governo riconsideri questa decisione e garantisca un trattamento decente a questi animali”. L’associazione ha poi sottolineato come la quantità di randagi in India sia esponenzialmente superiore a quella dello Sri Lanka, ma che il loro controllo è possibile e garantito proprio grazie all’applicazione corretta del programma di trap, neuter and release, che prevede appunto la sterilizzazione degli animali e il loro rilascio sul territorio, oltre alla loro vaccinazione contro la rabbia.

A sostegno della posizione animalista è anche il dottor Kala Santha, veterinario srilankese, che dichiara alla BBC: “Sono i cani domestici ad aver morso la maggior parte delle persone, non i randagi”. 

Per ora il governo del Paese tace, e fa orecchie da mercante anche alla richiesta, da parte delle associazioni, di creare un rifugio di 2 acri ad Anuradhapura per ricoverare gli animali senza casa. L’esempio della Romania sta facendo proseliti. 

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3 Commenti

  1. io controllerei la nascita delle bestie umane!!!….mi stupisco e mi vergogno sempre più di appartenere alla razza umana!!…vergogna!!!

  2. CREDONO DI CONTROLLARE LA NASCITA DEGL’ ANIMALI? PERCHè NON SI CONTROLANO LE NASCITE ANCHE DI LORO CHE SONO TANTI ED USANO QUESTI POVERI DISGRAZIATI A MENDICARE ,ANCHE A PROSTITUIRSI X MANGIARE, NON CE NIENTE DA FARE REGNA ASSOLUTA L’ IGNORANZA E COME SEMPRE PAGANO I DEBOLI CHI NON SI PUO DIFENDERE…GANDHI SCENDI TU DAI CIELI E ISEGNA ALLA TUA NAZIONE UN PO DI CIVILTA!
    QUANTO DOLORE

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