Macrolibrarsi.it un circuito per lettori senza limiti
Home / Cronaca / Cani nei sacchi di plastica a Marigliano: aggiornamenti

Cani nei sacchi di plastica a Marigliano: aggiornamenti

Non sono sessanta ma settantaquattro in totale i corpi senza vita dei cani ritrovati a Marigliano, nei pressi del lago e perlopiù rinchiusi in sacchi dell’immondizia. La notizia originaria, per chi non conoscesse ancora l’argomento, è a questo link.

I cadaveri sono stati ritrovati lo scorso 6 gennaio lungo il secondo Alveolo dei Regi Lagni, tra Marigliano e Acerra, e sono stati necessari due camion per trasportarli tutti. 

I primi esami necroscopici sono già stati compiuti e, all’apparenza, gli animali non mostrano segni di percosse né di ferite particolari. L’inchiesta, affidata al PM Cristina Amoroso della Procura di Nola, mira a capire cosa ci sia dietro l’ammasso di corpi senza vita ammassati come spazzatura. Oltre a quelle dei cani, sono state trovate carcasse anche di gatti e conigli in quella che è stata ribattezzata la “discarica per cadaveri di animali”.

Al momento ciò che risulta ovvio è che chiunque abbia scaricato lì i poveri corpi abbia sperato che venissero inghiottiti dalla acque, e che ogni traccia fosse cancellata. 

La pista seguita con maggior interesse, ma ancora tutta da verificare, parla di smaltimento illegale di carcasse. Servizi di questo tipo sono affidati a ditte specializzate del territorio attraverso appalti triennali dalle ASL con importi variabili da i 500 mila e i 2 milioni di euro. 

Nella regione Campania sono circa una decina le imprese responsabili di rimuovere, trasportare e smaltire i corpi degli animali, ed è proprio ad essere che si rivolgono sia le ASL che i rifugi.

Inutile specificare che le carcasse dovrebbero, a rigor di legge, essere smaltite in appositi inceneritori.

Le imprese campane che si occupano specificamente del processo di incenerimento sono due, una localizzata in provincia di Napoli, l’altra nella provincia di Salerno. Ogni corpo smaltito permette di intascare dai 100 ai 200 euro, pagati sia dai canili che dai privati e testimoniati da relativa fattura e attestato di smaltimento.

Gli inquirenti pensano quindi ad uno smaltimento illegale: qualche canile potrebbe aver deciso di risparmiare sulla morte degli animali e averli smaltiti nell’alveo. Questo spiegherebbe l’asportazione dei microchip, indispensabili per l’identificazione dei proprietari.

Una seconda ipotesi prende invece in considerazione l’idea che lo smaltimento illegale sia avvenuto ad opera di qualche ditta di trasporto che, dopo aver raccolto legalmente i corpi, le avrebbe gettate sul terreno evitando così la spesa dell’inceneritore. 

Esiste anche una terza possibilità, che fonde le prime due. 

In ogni caso, i corpi ritrovati erano stati abbandonati in tempi diversi, e a testimoniarlo vi sono i diversi gradi di decomposizione riscontrati da veterinari.

Chiunque sia il responsabile, si è macchiato di una vergogna infinita, difficilissima da rendere a parole.

© All4Animals - tutti i diritti riservati - la riproduzione di questi contenuti è soggetta all'autorizzazione dell'autore degli stessi.

4 Commenti

  1. NON COMENT

  2. speriamo che i risultati necroscopici vengano resi noti… questa faccenda non può NON essere chiarita, è gravissima.

  3. ma facendo delle analisi, si potrebbe anche scoprire se si tratta di animali a cui e’ stata fatta l’eutanasia…tipo con il Tanax… se ne dovrebbero trovare tracce sui cadaveri piu’ recenti… in tal caso potrebbe trattarsi di qualche clinica veterinaria che “aiuta” i proprietari nello smaltimento delle carcasse….

I cookie ci aiutano ad offrirti un servizio migliore. Accedendo a questo sito, accetti il fatto che potremmo memorizzare e accedere ai cookie sul tuo dispositivo. Più info | Ok, Accetto!
Twitter Auto Publish Powered By : XYZScripts.com