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Fano: nutria fatta esplodere con un grosso petardo

La notizia è rimbalzata sulla rete per tutto il giorno, dapprima quasi sussurrata perché poco si sapeva di quanto realmente accaduto – mentre l’orrore si percepiva appieno, in tutta la sua ferocia – infine gridata, tanto da essere riportata anche da un giornale importante come Il Resto del Carlino.

Il fatto è avvenuto a Fano quando, nella notte tra il 3 e il 4 gennaio qualche smidollato, vigliacco subumano ha pensato che fosse divertente iniziare l’anno nuovo facendo esplodere in mille pezzi, con l’aiuto di un grosso petardo, un animale all’interno dell’androne di un palazzo.

L’esplosione ha causato un vero e proprio boato, percepito chiaramente nel circondario verso le tre del mattino, e il mattino dopo i resti del povero animale sono stati trovati ovunque: sangue, pelliccia, frammenti di ossa e viscere avevano imbrattato muri, marciapiede, scale, androne, automobili, aiuole e persino i pali della luce.

Nel momento in cui scriviamo questo articolo pare assodato che la vittima di questa orrenda azione, praticamente incommentabile (ma che fa certamente prudere le mani), sia stata una nutria.

L’assessore ai Servizi per l’Ambiente Luca Serfilippi è apparso incredulo: “Spiace constatare che anche nella nostra città, la quale ha un’attenzione immane nei confronti di tanti animali, domestici e non solo, ci siano ancora persone che nel 2012 si divertono a spappolare in mille pezzi un animale che, seppur non bello da vedere, è innocuo e non aggredisce gli umani”.

Probabilmente se non fosse stato così innocuo i personaggi privi di attributi armati di petardo non si sarebbero avvicinati con tanta solerzia. Dopotutto, è facile fare i prepotenti con chi non si può in alcun modo difendere dalle sevizie e dagli abusi. 

L’assessore chiede ora alle forze dell’ordine di svolgere tutte le indagini necessarie a far luce sulla vicenda, e di trovare i responsabili di quanto accaduto. 

Concordiamo in particolare con un passaggio della sua dichiarazione: “Vorrei rimarcare la mia convinzione che le pene nei confronti di tali persone devono essere come se le avessero commesse nei confronti di un essere umano”. 

Forse, se si fosse trattato di un essere umano e non di una povera nutria, qualcuno ora sosterrebbe di aver visto o sentito qualcosa. Invece, come al solito, regna il silenzio più assordante. 

Le pene italiane per quanto riguarda il reato di crudeltà verso gli animali, per quanto lodevoli sulla carta, faticano ad essere applicate e si risolvono, nel migliore dei casi, con una tirata d’orecchie – mai con il carcere.

Provate a pensare che chiunque abbia commesso questa nefandezza sarà quasi certamente punito esclusivamente con un’ammenda. Ammesso che venga mai trovato.

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3 Commenti

  1. Tutti prendono provvedimenti e poi nessuno fa niente..e di conseguenza la gente malata continua a prendersela con i più deboli..Non è così difficile comprendere che se una persona arriva a commettere queste cose, può benissimo ammazzare un proprio simile..Mha..

  2. gennaro stammati

    PENA DI MORTE. SE VEDETE IN GIRO LA MADONNA SI TROVA A FARE LE APPARIZIONI GLI DITE CI SONO DEI FRATELLI A 4 ZAMPE MUOIONO.

  3. basta con la parole……occhi per occhio…dente per dente….questi pseudo esseri umani vanno lavati dal mondo, ma solo dopo le peggiori torture degne del peggior film horror! crminali assassini torturatori, dovete morire soffrendo! anche dopo….se possibile per l eternità,e pregate il vostro merdoso dio di non incontrmi mai! perchè dopo l ultima cosa che vedrete sarà il vostro sangue sparso per kilometri,come quello delle povere bestie che uccudete e torturate!

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