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Crudeltà animale: il controllo della sovrappopolazione

Tra le crudeltà perpetrate dagli esseri umani nei confronti degli animali, vi sono – tra le altre – quelle atte a “controllare” la sovrappopolazione dei randagi.

Questo non vuole essere certamente un dossier esaustivo, ma semplicemente una breve introduzione all’argomento. La crudeltà nei confronti degli animali è, in fondo, così vasta, che non basterebbero anni a descrivere ogni singolo caso.

Tra le modalità di perpetrazione di dolore e morte nei confronti degli animali, i metodi inumani utilizzati per contrastare il fenomeno del randagismo stanno finalmente diventando di dominio pubblico.

Gli eccidi legalizzati che prima passavano sotto silenzio ora raggiungono le testate nazionali e internazionali, la rete ne parla, le persone si attivano – siamo ancora lontani da un cambiamento radicale, ma la consapevolezza è senza dubbio il primo passo per una rivoluzione tanto interiore quanto esteriore.

Tra i Paesi che portano avanti metodiche inumane di “controllo” del randagismo vi sono, tra gli altri (ma non solo), Ucraina (ne abbiamo parlato varie volte) e Romania. In questi Paesi, la sovrappopolazione degli animali viene legalmente gestita autorizzando i privati cittadini o apposite società al massacro indiscriminato degli animali sul territorio. 

Il tutto senza il benché minimo scrupolo e interesse nei confronti della sofferenza prolungata e terribile degli animali. 

Questi stermini vengono perpetrati sistematicamente anche se le vere ed uniche modalità di controllo del randagismo efficaci consistono nella sterilizzazione degli animali e nell’educazione della gente a non abbandonarli sulle strade. 

Un esempio di questi eccidi è dato dall’orribile foto in apertura, che vede una randagia ormai morta mentre i suoi cuccioli cercano disperatamente di succhiare latte dalle sue mammelle. Anche i cuccioli sono chiaramente destinati a morire in modo atroce, perché nessuno potrà più nutrirli né si prenderà cura di loro.

Quest’immagine è comune non solo in Romania o Russia ma anche a San Luis Rio Colorado, in Messico. Qui, il sindaco Manuel Baldenebro Arredondo paga i cittadini venti dollari a cane randagio ucciso. Qualunque modalità di eutanasia è permessa. 

I soldi pagati dal sindaco potrebbero servire alla sterilizzazione e al controllo della sovrappopolazione, anziché a questo massacro.

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Un commento

  1. Annamaria Alonzo

    Questi orrori devono finire.

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