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L’agnellino malformato di Quirra è vissuto solo un giorno

È stato sequestrato e affidato all’ASL il corpo dell’agnellino malformato nato nell’area militare di Quirra, dove da tempo la moria di bestiame rende più che bruciante il sospetto di una profonda intossicazione del terreno.

Il piccolo presentava profonde malformazioni alla testa con parziale fuoriuscita della massa cerebrale: una condizione che non gli ha permesso di sopravvivere.

A sottoporre a sequestro il corpo senza vita è stato il Procuratore della Repubblica di Lanusei, Domenico Fiordalisi, proprio perché il cucciolo era venuto alla luce nell’area del Poligono interforze di Quirra, da tempo sotto osservazione – nonostante il dissequestro di settembre – per probabile presenza di materiale radioattivo nel terreno. 

Sulla zona si indaga per l’ipotesi di disastro ambientale, poiché esperti incaricati dal tribunale hanno ormai confermato che le nanoparticelle nocive generate durante le esercitazioni e le sperimentazioni militari avrebbero raggiunto la rete idrica della zona, intossicando persone e animali.

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