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Corteo contro Green Hill 19/11/2011: come è andata

Vergogna. Assassini. Queste sono state le due parole scandite più e più volte durante la manifestazione contro Green Hill, l’allevamento di morte di Montichiari, tenutasi ieri pomeriggio.

Un evento importante con il quale gli animalisti hanno chiesto, per l’ennesima volta, di chiudere il lager che alleva beagle esclusivamente destinati alla sperimentazione scientifica, alla vivisezione.

Dopo l’ultima dichiarazione della dirigenza dell’azienda, che ha definito i cani di Green Hill non animali d’affezione ma sostanzialmente strumenti destinati alla scienza, gli animi non potevano che scaldarsi di più.

Dopo anni di silenzio, oggi (in realtà da qualche settimana) anche i grossi quotidiani nazionali parlano dell’evento di ieri.

Un evento che ha visto persino le forze dell’ordine in tenuta antisommossa e l’area del municipio, dove la manifestazione è terminata, circondata dalle transenne per motivi di sicurezza. Non ci sono stati sostanziali parapiglia, ma il messaggio dei manifestanti è stato forte e chiaro: Green Hill deve chiudere subito. 

Il sindaco di Montichiari Elena Zanola, che aveva un tempo definito Green Hill come una sorta di albergo a quattro stelle, è stata come sempre desaparecida. 

Il corteo contro l’allevamento lager è partito alle 15,30 dal palazzetto dello sport, dopo aver atteso l’arrivo degli ultimi pullman che, un po’ da ogni parte d’Italia, hanno trasportato i manifestanti a destinazione.

In migliaia si sono riversati per le strade di Montichiari. Il paese è stato letteralmente preso d’assedio da manifestanti a due e quattro zampe, da striscioni e urla di protesta. Le vie del paese erano deserte e disertate dalla maggior parte dei cittadini.

Impossibile manifestare direttamente davanti Green Hill perché l’allevamento è presidiato dalle forze dell’ordine. La dirigenza non vuole fastidi.

I fastidi invece investono in pieno lo studio di avvocati che difende Green Hill, sito nel centro del paese. C’è chi grida e chi posa sul davanzale di una finestra due piccole bare bianche con l’immagine dei beagle nati solo per morire (male).

Quando si arriva al municipio è passata qualche ora. Nessuno si aspetta di vedere il sindaco con le orecchie da mercante, Elena Zanola, e infatti lei non c’è. 

Si grida lo stesso. Si grida al sindaco di assumersi la responsabilità di chiudere il campo di concentramento per cani, onta incancellabile di un’Italia ancora troppo retrograda e omertosa, in generale, nei confronti degli abusi verso gli animali. 

Alla fine, la defezione di Michela Vittoria Brambilla non c’è stata. La Brambilla si è presentata al corteo, è stata contestata da un gruppo di manifestanti e lo ha seguito in disparte.

Della manifestazione, il coordinamento Fermare Green Hill (organizzatore dell’evento) dichiara: “Non siamo di fronte ad un’ipotesi campata in aria ma ad una situazione concreta, inconfutabile, che non dovrebbe avere altro esito se non quello del ritiro della licenza dell’attività e della chiusura della struttura. Siamo però lucidi e dunque consci di quanto in questa società il profitto dei potenti venga difeso più della vita dei deboli e degli sfruttati”.

Si attende la prossima manifestazione. Saremo di nuovo in piazza.

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