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Oggi pomeriggio Green Hill sarà sotto assedio

Si torna in piazza contro Green Hill.

Ne avevamo parlato qualche giorno fa, ma fa bene ricordare che oggi pomeriggio, a Montichiari, è prevista una manifestazione nazionale di ampia portata per protestare contro l’allevamento lager che alimenta la cattiva scienza chiamata vivisezione: Green Hill, se tutto va bene, sarà presa d’assedio.

Pacificamente, è ovvio, ma ci sono certi silenzi che sono più forti delle urla.

Anche secondo il Corriere della Sera si attendono alla manifestazione oltre cinquemila partecipanti provenienti da tutta Italia: una necessità, quella di continuare a fare pressing, data dal fatto che l’allevamento di beagle destinati alla vivisezione chiuda. Gli animali devono essere liberati e avere la possibilità di vivere per quello che sono: cani, e non beni di consumo, oggetti nelle mani prima degli allevatori di Green Hill e poi dei vivisettori.

La manifestazione di oggi potrebbe e dovrebbe essere l’atto finale di una battaglia che è in corso da anni: se davvero si raggiungeranno le 5 mila presenze, la città di Montichiari sarà letteralmente piena di gente.

Pullman sono stati organizzati in vari punti d’Italia per coordinare e raggruppare chiunque venga da fuori, in modo che tutti insieme si possa chiedere nuovamente al Ministero della Salute e alla sindachessa Elena Zanola (che definì Green Hill alla stregua di un albergo di lusso) di chiudere la struttura.

Green Hill è rimasto l’unico allevamento di cani per la vivisezione in Italia, e ospita 2500 esemplari che, nati in gabbia, finiranno direttamente nei laboratori di vivisezione senza aver mai visto l’aria aperta o aver mai camminato su un prato. Una scienza che si macchia di colpe simili e che si fonda sull’abuso non è accettabile per gli antispecisti.

Gli attivisti di Fermare Green Hill, che hanno dato via all’evento, ricordano che è un momento positivo per manifestare: la struttura è infatti da qualche mese sotto il fuoco incrociato di cittadini e autorità.

E nonostante la defezione dell’ultimo minuto di Michela Vittoria Brambilla, ci si augura che la manifestazione di oggi sia davvero la spallata finale per abbattere il muro di silenzio che circonda da anni la violenza nascosta del lager di beagle.

Il sindaco di Montichiari ha ricevuto, lo scorso 31 ottobre, una richiesta di chiusura di Green Hill basata su precise e gravissime violazioni rilevate all’interno della struttura. In effetti, lo scorso 30 settembre OIPA ha avuto mandato dalla Procura di Brescia per effettuare un sopralluogo nell’allevamento ed ha riscontrato diverse irregolarità.

“Il sindaco deve decidere se dare priorità al dolore e alla sofferenza e alla prigionia di migliaia di cani rinchiusi nel lager di Montichiari, o agli affari sporchi di sangue di una multinazionale della tortura come Marshall”, dice Fermare Green Hill. 

OIPA riscontrò, nella struttura, irregolarità in termini di modalità di allevamento (sovrannumero di cani in gabbia, inquinamento acustico) e in merito al registro di carico e scarico degli animali. C’è dunque un’ipotesi di reato contestata alla Procura di Brescia, al Ministero della Salute e al sindaco, che da sempre fa orecchie da mercante. 

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