Macrolibrarsi.it un circuito per lettori senza limiti
Home / Dossier / Animali torturati e uccisi in nome dell’arte

Animali torturati e uccisi in nome dell’arte

Qualche giorno fa abbiamo parlato del caso controverso di una “artista” chiamata Katinka Simonse: l’argomento ha creato una certa diatriba tra i lettori. Oltre alla maggioranza che disapprova in toto il lavoro di Tinkebell (questo il nome d’arte della Simonse), a prescindere che lei uccida o meno personalmente gli animali, c’è stato anche qualcuno che lo ha realmente trovato artistico.

Resta inteso che per qualunque antispecista – che giudica eticamente sbagliato utilizzare gli animali come cibo, vestiario, strumento di ricerca o di divertimento – progetti del genere non possono che essere considerati aberranti.

Katinka Simonse non è, però, l’unica “artista” o presunta tale che sfrutta, uccide o comunque utilizza gli animali in nome dell’arte.

In linea di massima, disseminati per il mondo ve ne sono altri, e le loro opere possono essere considerate ugualmente raccapriccianti.

Il cane che muore di fame di Guillermo Vargas

Il presunto artista costaricano Guillermo Vargas ha, qualche anno fa, creato un’installazione in Nicaragua, in una galleria d’arte. L’oggetto dell’installazione era un cane, chiamato Nativity, legato ad una corda e lasciato a morire di fame sotto gli occhi degli spettatori. 

È molto difficile rintracciare la vera storia del cane ma le versioni che rimbalzano in rete sono due. La prima dice che Vargas pago alcuni bambini per catturare un cane randagio, che venne successivamente legato ad un muro, nella galleria d’arte, con una ciotola di cibo che era fuori dalla sua portata e quindi lasciato a morire di fame.

La seconda versione, utilizzata dai portavoce della galleria, dice che il cane è stato presente solo per le 3 ore dell’installazione per essere poi nutrito e curato. C’è un realtà una terza versione che dice che l’animale sia “scappato”. In ogni caso, di quel povero randagio non c’è più traccia, quindi non si sa con esattezza che fine abbia fatto.

La giustificazione dell’artista per la cattura e la tortura del cane è che voleva illustrare come decine di migliaia di cani randagi muoiono di fame e malattia ogni anno e nessuno presta loro attenzione.

Fermo restando che probabilmente il modo migliore per rendere la gente consapevole del problema del randagismo è fare attivamente qualcosa per i cani e insegnare a chi ci sta accanto a fare altrettanto, Guillermo Vargas ha così cercato di erigersi a difensore degli animali.

Non ha funzionato: la sua installazione ha provocato una massiccia reazione da parte del pubblico di internet che, venuto a conoscenza della questione, ha iniziato una petizione contro di lui raccogliendo oltre quattro milioni di firme.

Gli animali morti di Damien Hirst

L’ “opera” più famosa di Damien Hirst si chiama “L’impossibilità fisica della morte nella mente di un vivente” e consiste in uno squalo preservato in formaldeide e messo in vetrina. Commissionata nel 1991, l’installazione è stata venduta nel 2004 e ha reso Hirst il secondo artista vivente più ricco al mondo.

La cosa peggiore riguarda il fatto che, dal momento che il primo squalo non era stato preservato correttamente e si stava deteriorando, il team di Hirst ha proceduto a catturare un’altra femmina di squalo, l’ha uccisa, marinata e riempita di formaldeide per replicare l’installazione.

Tra gli altri “pezzi” di Hirst troviamo una pecora morta in una vasca di vetro piena di formaldeide (“Lontano dal Gregge”) e “Madre e figlio divisi”, che mostra una mucca e il suo vitello divisi in due in una vasca piena di formaldeide

 

Il macello del San Francisco Art Institute

Nel marzo 2008, il presunto artista parigino Adel Abdessened ha aperto un’esibizione chiamata “Non fidatevi di me”. Tra le altre cose, lo show includeva uno snuff movie che utilizzava animali: sei schermi video mostravano a ripetizione animali ammazzati a colpi di mazza vicino ad un muro. Gli animali uccisi erano un maiale, una capra, un cavallo, una pecora e una mucca. Secondo le associazioni animaliste si trattava di video degradanti, crudeli, che non aveva senso mostrare perché non erano atti a sensibilizzare nessuno ma semplicemente mandati in onda “per fini artistici”.

L’esibizione di Abdessened venne rimossa alcune settimane dopo, a causa delle migliaia di email di protesta.

 

I maiali torturati e tatuati di Wim Delvoye

Wim Delvoye è un altro che si auto-proclama artista: il suo lavoro consiste nell’abuso di maiali in Beijing. Gli animali vengono infatti tatuati e, successivamente, venduti perché la loro pelle tatuata possa essere conservata.

 

Ondrej Brody e Kristofer Paetau e i tappeti di cane

Sostengono di creare i loro tappeti di cane per mostrare l’ipocrisia di una società che considera questo animale come appartenente ad una casta privilegiata nella società occidentale (forse in linea di massima. Come se, nell’Occidente, la vita di tutti i cani fosse rose e fiori). Dicono anche di aver voluto creare tappeti di cane per mettere in evidenza il problema dei cani randagi in Sud America, per ricreare la tradizione di produrre tappeti con animali cacciati, e perché i costi per procurarsi corpi morti di cani erano decisamente minori.

I due presunti “artisti” si sono recati in Bolivia, a La Paz, dove il metodo per “prendersi cura” dei cani randagi consiste nel catturarne un centinaio a settimana e ucciderli tutti ogni venerdì pomeriggio. La compagnia municipale boliviana che si occupa di questo scempio ha un nome appropriato: Zoonosis.

Attraverso l’accordo con il direttore del Museo boliviano Tambo Quirquincho, i due artisti sono riusciti a procurarsi dieci cani uccisi. Si sono recati a Zoonosis un’ora prima dell’esecuzione, in modo da assistere all’eutanasia che consisteva nell’iniezione di veleno, a seguito del quale i cani morivano letteralmente nei loro escrementi.

Brody e Paetau hanno poi scelto personalmente i loro dieci cadaveri, se li sono fatti infilare in buste di plastica e tenere da parte.

“L’atto di scegliere dieci corpi dagli ottanta che erano stati uccisi quel giorno era un incubo, ma fui sorpreso di scoprire come facilmente guardavo quei cadaveri come puri oggetti estetici”, dichiara Paetau.

I corpi sono stati poi sottoposti al lavoro di un imbalsamatore a La Paz, dopodiché i due artisti hanno appeso le pelli dei cani al patio del museo per farli asciugare e puzzare di meno. Per loro stessa ammissione, l’installazione avvenne quando le pelli non erano ancora pronte, ma umide e puzzolenti.

 

Nathalia Edenmont e gli animali uccisi per le foto di still life

Nathalia Edenmont è una presunta artista russa che uccide gatti, topi, polli e conigli per le sue surreali fotografie di still life. Uno dei primi musei a mostrare le sue “opere” è stata la Wetterling Gallery di Stoccolma, che ha difeso il lavoro della Edenmont sostenendo che non c’era nulla di illegale in esso, perché la donna aveva ucciso gli animali nel modo “più umano possibile”, e che anche moralmente non era da condannare.

 

Tom Otterness e il cane ucciso a fucilate per il cortometraggio

Tom Otterness, oggi scultore superpagato, è particolarmente detestato per un’azione commessa una trentina d’anni fa quando, per realizzare un cortometraggio artistico, adottò un cane presso un rifugio per animali americano solo per legarlo ad una palizzata e ammazzarlo a fucilate. Riprendendo il tutto con una videocamera.

Nonostante si sia ripetutamente scusato per le sue azioni, sono in molti a non averlo perdonato.

“Quello che ho fatto è imperdonabile e quando cerco di spiegare perché l’ho fatto sembra che voglia giustificarmi, e questo è altrettanto imperdonabile”, ha dichiarato Otterness.

La stessa città di San Francisco, rinomata per essere particolarmente progressista nel trattamento degli animali, aveva recentemente commissionato un’opera a Otterness ma, scoprendo la storia del piccolo cane bianco e nero ucciso a colpi di pistola per un progetto artistico, ha sospeso i contratti.

“Fu un atto di crudeltà premeditata e non penso che i soldi delle nostre tasse dovrebbero andare a qualcuno che ha fatto una cosa del genere, un’azione di imperdonabile crudeltà”, ha dichiarato la presidentessa dell’Animal Control e Welfare Sally Stephens, “La maggior parte della gente che guarda le sue opere non vede niente di bello. Pensa solo che ha realizzarle è stato il tizio che ha ammazzato il cane”.

 

© All4Animals - tutti i diritti riservati - la riproduzione di questi contenuti è soggetta all'autorizzazione dell'autore degli stessi.

9 Commenti

  1. La chiamate artee? ma io a quell’artista la uccido con le mie stesse mani. lo schifoooo

  2. sono tutte schifezze altro che ARTE ma la cosa che mi fà più schifo è che ci sono persone che vanno a vedere queste “opere”e magari pagano anche bravi coglioni bravi

  3. emanuela de cicco

    e’ una cosa vergognosa che una cosa di questo tipo sia permessa ma è ancor più vergognoso definire questo signore artista ed “ammirare le sue opere!”

  4. sarò anche estremista, linciatemi ma.. perchè non prendiamo tutta sta gente, riserviamo loro lo stesso trattamento facendone una iteressante installazione,con titolo” Monumento alla crudele follia, ovvero la presunzione di onnipotenza dell’artista”??? Chissà se protesterebbero all’idea o si sentirebbero onorati di partecipare…

  5. Animali torturati e uccisi in nome dell’arte??? Ma l’arte è tutta un’altra cosa!!! L’arte è intelligenza, irrequietezza o armonia, bellezza e comunicazione!

  6. Anna Maria Alonzo

    ma queste persone, se cosi si puo chiamarle sono folli e criminali che approfittano di un povero animale indifeso e terrorizzato. quanto mi fa piacere quando qualche umano vuole uccidere un animale ed invece , quest’ultimo si ribella ed uccide l’umano schifoso.

  7. ecco,adesso ,ho sentito e visto di tutto (spero) mi domando cosa abbiano nel cervello???possono dire quello che vogliono ma voglio vedere se alla fine ,tutta questa (arte) come la chiamano loro,non gli portasse dei denari in tasca,se la chiamavano ancora (arte)….
    Questa è ben altra cosa ,loro non sanno neppure dove stà di casa .sono solo degli imbecilli sadici.e non dico altro.sono veramente nauseata.

I cookie ci aiutano ad offrirti un servizio migliore. Accedendo a questo sito, accetti il fatto che potremmo memorizzare e accedere ai cookie sul tuo dispositivo. Più info | Ok, Accetto!
Twitter Auto Publish Powered By : XYZScripts.com