Macrolibrarsi.it un circuito per lettori senza limiti
Home / Cronaca / Storia della donna che sganciò la catena a tre cani

Storia della donna che sganciò la catena a tre cani

Questa storia è narrata da Josie Love, che vive in Colorado, USA. L’originale, in inglese, si può leggere qui.

***

Porto spesso i miei cani a passeggiare accanto alla casa di un vicino che ha tre cani, tutti legati a una corta catena. 

I cani servono a fare la guarda alla proprietà e infatti quando qualcuno si avvicina al cancello abbaiano ferocemente. Fanno bene il loro lavoro, ma non sono mai slegati da quelle catene. Sebbene sembrino in buona forma, protetti dal freddo e nutriti, so che sono depressi e oppressi dalla loro miserabile esistenza. 

Promisi a me stessa di dare loro un po’ di libertà, e gradualmente iniziai a farmi amici i vicini. Dopo un po’, iniziai a portare biscotti e coperte ai cani e provai a conoscerli. 

Uno dei tre cani sembrava particolarmente triste. Era un cane enorme, con una voce possente, abbastanza spaventoso. Un giorno, dopo una discussione con il vicino riguardo le passeggiate che facevo fare al mio cane, suggerii che forse potevo portare fuori anche uno dei suoi, un giorno. Mi sorprese dichiarandosi d’accordo.

Iniziai con il cane più piccolo. Quando la sganciai dalla catena e la legai al guinzaglio più lungo che avevo trovato, lei non sapeva cosa fare. Iniziò a camminare in circolo, come faceva alla catena.

Camminammo per un po’, e ogni due passi lei si fermava, mi saltava addosso felice e mi leccava la mano. Era piena di gratitudine. 

La volta seguente, ne portai fuori due insieme. Potevi leggere nei loro occhi quanto l’apprezzassero. 

Infine riuscii a portare fuori il cane più grande. All’inizio faceva un po’ paura e mi saltava addosso, e un paio di volte temetti che stesse per mordermi. In realtà era solo molto felice e cercava di mordicchiarmi. 

Con lui non è una passeggiata ma una corsa: dobbiamo trottare per un po’ in modo che riesca a liberarsi di tutta l’energia repressa che raccoglie nella sua detenzione di 24 ore al giorno.

Mi sono imposta di portarli fuori una volta a settimana, un’ora ciascuno. Andiamo al ruscello a nuotare, camminiamo nei campi. È un impegno, ma è la cosa che amo di più fare ogni settimana. 

Ora, quando arrivo vicino al cancello, non abbaiano più: guaiscono. Non sono i cani da guardia cattivi che sembrano. Sono solo animali soli con poco contatto sociale, che non possono fare altro che abbaiare.

***

Sappiamo bene che gli animali sono considerati proprietà dell’uomo, che può in sostanza permettersi di abusarne senza incorrere in particolari problemi. Che può legarli ad una catena e dimenticarli.

I cani hanno bisogno di molto più di questo.

Se chi legge ha un vicino che tiene il suo cane legato alla catena, forse può prendere ispirazione da questa storia per fare qualcosa e cambiare la vita di quell’animale sfortunato, almeno un po’.

Il dolore di vedere un animale imprigionato sarebbe sostituito dal senso di sollievo per aver potuto fare qualcosa.

© All4Animals - tutti i diritti riservati - la riproduzione di questi contenuti è soggetta all'autorizzazione dell'autore degli stessi.

I cookie ci aiutano ad offrirti un servizio migliore. Accedendo a questo sito, accetti il fatto che potremmo memorizzare e accedere ai cookie sul tuo dispositivo. Più info | Ok, Accetto!
Twitter Auto Publish Powered By : XYZScripts.com