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Buone notizie: i cani di Hyderabad, in India, verranno salvati

Forse non in molti ricorderanno la storia dei cani rinchiusi nel canile di Hyderabad, in India, e delle crudeltà che erano costretti a sopportare in una nazione che, idealmente, viene spesso vista come pacifica e assolutamente non violenta.

Quello che in pratica accadeva nel rifugio è che gli animali erano costantemente sottoposti a inenarrabili forme di abuso e violenza, che includevano la reclusione di 6/8 (con punte di 15) esemplari in gabbie in grado di contenerne uno, massimo 12, la deprivazione sistematica di acqua e cibo (se vengono nutriti, si provvede a fornire UNA singola ciotola di cibo per gabbia, e se è presente dell’acqua, è sporca e piena di germi), l’incuria.

Il risultato era, ovviamente, la morte di stenti di molti esemplari, la malattia, lo shock psicologico. Esistono immagini raccapriccianti di questo rifugio in cui si vedono cani uccisi dalla fame mentre vengono divorati dai loro compagni di gabbia.

Cagne con i loro cuccioli condividevano il loro spazio con altri cani adulti. Tutti avevano fame. Siccome il poco cibo fornito dallo staff del canile veniva mangiato dal maschio più dominante, mamme e piccoli pativano la fame. Talvolta accadeva che i cuccioli venissero divorati dai cani adulti.

Per una panoramica dettagliata dell’orrore Hyderabad, questo link (in inglese) è in grado di fornire tutte le informazioni necessarie.

Mesi fa firmammo una petizione perché la situazione cambiasse e invitammo tutti coloro che conoscevamo a fare altrettanto. La notizia si sparse a macchia d’olio e racimolammo un po’ di firme provenienti anche dall’Italia.

Oggi possiamo dire con orgoglio e gioia che la petizione ha raggiunto i 12 mila firmatari richiesti e che la Greater Hyderabad Municipal Corporation, dopo aver ricevuto le firme raccolte, ha deciso di ristrutturare completamente i canili cittadini, accettando quindi ogni richiesta che era riportata nella petizione.

La petizione era stata creata da un gruppo di attivisti animalisti indiani e il supporto era esploso grazie alla creazione di altre tre petizioni analoghe che avevano “girato il mondo”, fino a raccogliere le 12,000 firme da presentare alle istituzione.

La questione, grazie al tam tam di internet, si era fatta così grossa che persino i media indiani avevano dato ampio risalto a quanto accadeva nei canili. Questo, unito alle firme e al fatto che le autorità di Hyderabad non potevano più esimersi dal prendersi responsabilità di quanto accadeva, ha fatto sì che questa settimana la parlamentare Maneka Gandhi e il fondatore della Blue Cross of Hyderabad abbiamo firmato un disegno di legge finalizzato a mettere la parola fine ai brutali trattamenti all’interno dei canili.

È una nostra vittoria. È un modo per ricordare che, se siamo insieme, siamo più forti.

Nella foto: cani morti e gettati via al canile di Hyderabad.

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