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Doping alla Quintana di Foligno: ecco le intercettazioni

Lo scandalo dei cavalli dopati fino alla morte al Palio della Quintana di Foligno ha provocato ieri un durissimo affondo da parte del Ministro del Turismo Brambilla: ne abbiamo parlato qui.

Ma cosa è emerso dalle 676 pagine di controlli telefonici nei confronti di veterinari, proprietari compiacenti e tutta una serie di persone che gravitava attorno al mondo del palio?

Queste sono le trascrizioni delle parole scambiate, tra gli altri, tra Luca Innocenzi e il suo veterinario di fiducia, Umberto Ricci. L’obiettivo? Far vincere la Quintana al suo cavallo. A qualunque costo. 

Il disgustoso “aperitivo” è dato dallo scambio di battute tra Daniele Cuglini, gestore della scuderia Perugia 2000, e Ricci.

Cuglini: Oh, domenica tocca vincere lì.

Ricci: Tocca fargli una pera.

E, a seguire:

Ricci: «Ma la vuoi proprio vince ‘sta Quintana eh?»
Innocenzi: «Damoglie un pochetto di benzina, Umbè, che stavolta se andiamo a vince Dio caro facciamo un macello. Io non ho mai vinto, fammi vince dài»
R: «La infiltriamo lunedì la cavalla»
I: «La roba gliela facciamo tutta insieme o no?»
R: «Anche gli altri prodotti, non ci stanno problemi».
Fai sparire tutto
Il veterinario Ricci parla con Maurizio Conti, del rione Contrastanga.
Conti: «Senti Umbe’, il Testovis (un anabolizzante, ndr ) sempre due fiale?».
Ricci: «Sì, non cambiare niente, fatelo sul culo. Ma ci stanno un’altra volta quelli?».
C: «Dice che ci dovrebbero stare ancora i carabinieri, che ne so».
R: «Fai sparire tutto».
C: «Ah, quello sicuro».
Si fa i finti scemi
A parlare è un altro veterinario, Ugo Carrozzo, con Decio Barili, priore del rione della Mora.
Carrozzo: «Che c’ha Phisys? (un cavallo, ndr )».
Barili: «Un frammentino sul nodello destro».
C: «Porca madosca, non bisogna dire niente a nessuno, s’infiltra e si fa i finti scemi».
B: «Dalla lastra lo vedono».
C: «Se la bruciano un po’ può darsi che non lo vedono e può darsi pure che non le facciano le lastre che ne so».
Togli le etichette
Ancora il veterinario Carrozzo con Willer Giacomoni, fantino del rione Morlupo.
Giacomoni: «Ti ho chiamato per il Metacam».
Carrozzo: «Io non ce l’ho».
G: «Allora lo faccio comprare a quelli del rione».
C: «Sì, solo che quelli a dirgli adesso che gli facciamo un antinfiammatorio, quelli so’ stupidi come la capre tibetane, non dirgli niente, compra il Flebocortid, e non fargli vedere troppe robe».
G: «E che devo fare? Quelli li nasano».
C: «Tu tieni tutto nascosto, togli tutte le etichette dai medicinali, non fargli vedere le cose che facciamo».
G: «Va bene».
C: «Hai fatto il Ranidil?».
G: «Sia oggi che domani».
C: «Perfetto poi ci interrompiamo perché il giorno della gara è pericoloso»
Bombardala alla morte
Di nuovo il veterinario Ricci e il fantino Innocenzi.
Innocenzi: «Umbè, dovevi vedere ieri sera Naval come galoppava. Una cosa divina, guarda, ti giuro, divina».
Ricci: «Questo ti dice che tocca corre da fresca». (…)
I: «Lo sai invece che ho pensato? Può darsi che sto a di’ una cazzata, però secondo me è la cosa più intelligente, va beh, a parte infiltrata prima della gara…».
R: «Quella bombardarla alla morte, damme retta».
I: «Sì sì, bombardarla proprio, a non… Portarla senza mezzo dolore che la cavalla soffre dentro».

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