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USA: emergenza neve, squadre di soccorso per gli animali

La prima neve dell’anno, negli USA, è arrivata più presto del previsto e questo ha scombussolato non poco la popolazione umana e animale. I volontari di Harmony Fund, ONG statunitense, hanno dovuto mettere in pratica il loro programma di soccorso invernale con qualche settimana di anticipo. L’obiettivo? Mantenere vivi i gatti che vivono all’aperto nelle zone colpite dal gelo improvviso.

Alcuni anni fa il New England venne investito da una tempesta violentissima: si camminava con la neve fino alle ginocchia e, con una temperatura che aveva toccato i 18 gradi sottozero era faticoso persino respirare. Faceva male sbattere le palpebre. 

Ovviamente è questo tipo di notte in cui gli animali hanno maggiore bisogno di aiuto. Gli animali tutti. Più o meno ogni anno, tra gennaio e febbraio, negli Stati dell’America del Nord si verifica una vera e propria corsa al salvataggio da parte delle più importanti associazioni animaliste della nazione. Nella zona del Nord Atlantico la Humane Society lotta contro il tempo per impedire che cani lasciati alla catena muoiano congelati. Si perlustrano le spiagge per recuperare gabbiani feriti o malati. Si cercano modalità di riscaldamento delle stalle.

E poi ci sono i randagi…

In questi giorni, l’intervento da parte dell’Harmony Fund è stato effettuato in Massachusetts, nella città di Worchester, dove vivono colonie di gatti numerosissime e che non fanno che crescere: la cultura e la situazione economica dei residenti del posto non agevola infatti le sterilizzazioni, unico metodo di vero controllo della popolazione felina.

La maggior parte di questi gatti era raggruppata nei pressi di un grande parcheggio. Qualche cittadino aveva tentato di nutrire i randagi, ma il cibo si era congelato e gli avanzi di pollo e frattaglie, letteralmente ghiacciati, mostravano i segni inconfondibili di dentini felini.

I volontari sono arrivati sul posto con i loro furgoni e, dopo aver attivato un sistema di riscaldamento portatile, hanno provveduto a sistemare nel vano posteriore decine e decine di ciotole riempite di cibo umido e tiepido. L’obiettivo, con temperature simili, non è solo sfamare gli animali ma evitare che si disidratino: una vera lotta contro la morte.

“La tragedia di questi animali era invisibile alla maggior parte delle persone. Correvano alle loro auto e si allontanavano, ignari della sofferenza nascosta e silenziosa dei gatti randagi”.

Harmony Fund, munito di circa 30 chili di cibo e di numerose taniche di acqua, ha fatto il possibile perché i felini potessero sopravvivere “almeno qualche giorno in più”.

Ogni posto dove i gatti potevano rifugiarsi è stato setacciato. Infine, è stato trovato un varco in una rete che portava agli scantinati gelidi di un vecchio edificio. I gatti erano entrati lì. Ma la neve aveva chiuso il perimetro e per loro uscire di nuovo era diventato un problema. 

Facendosi strada nella neve, i volontari sono riusciti a posare il cibo all’interno dello scantinato e hanno atteso. In meno di un minuto ecco apparire un piccolo tigrato, affamato, spaventato a miagolante: doveva scegliere tra la sua paura degli umani e la fame.

La fame ha avuto il sopravvento e lentamente il micio si è avvicinato alla ciotola di cibo, divorandolo. Aveva così fame da lasciarsi persino accarezzare.

“Era pelle e ossa. Gelido. Aveva il pelo appiccicato addosso”, dicono i volontari.

Dopo il primo gatto, anche altri sono arrivati – nessuno però si faceva toccare. I volontari hanno lasciato in quello scantinato moltissimo cibo e una grande ciotola d’acqua, con l’intenzione di tornare a verificare la situazione due volte a settimana per tutto l’inverno.

Poco lontano dall’edificio, una giovane femmina – magrissima e ferita – è stata portata in salvo come il piccolo tabby.

Morale della favola: ognuno di noi dovrebbe fare quello che può per aiutare i randagi della sua zona. Questo articolo di sicuro dà qualche indicazione su come agire.

Nella foto, uno dei gatti portati in salvo.

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