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New York: cavallo da tiro collassa e muore durante il servizio

Se mai ci fosse un’ennesima ragione per interrompere il trasporto turistico su calesse trainati da cavalli, potrebbe essere questa: a New York, un cavallo da tiro di nome Charlie è collassato in ginocchio ed è morto in pieno centro città, domenica scorsa.

Ovviamente chiunque tragga vantaggio economico dallo sfruttamento dei cavalli da tiro sostiene che quello che è successo è un incidente e che gli animali sono felici, in salute e curati a dovere.

Un portavoce della Horse and Carriage Association di New York ha dichiarato: “Non si tratta di qualcosa che capita normalmente… noi abbiamo cura dei nostri cavalli”. Non è interessante che sia sempre questa la scusa da addurre quando un animale utilizzato per profitto muore tragicamente? Non è interessante che anche una sola morte non venga considerata sufficiente? In questo caso, in particolare, non si tratta di un incidente isolato: sono numerose le segnalazioni che parlano di incidenti di questo genere e arrivano un po’ da ogni parte del mondo.

Charlie è morto mentre tirava il suo calesse verso Central Park. 

La ASPCA ha dichiarato chiaramente che non esiste ragione per cui i cavalli debbano trainare calesse a Manhattan.

Gruppi animalisti hanno supportato questa causa per anni, adducendo a numerosi disagi cui gli animali sono sottoposti: dai problemi respiratori alle ore di lavoro, alle temperature che sono costretti a sopportare. 

Quando non lavorano, questi cavalli sono detenuti in stalle piccole e inadeguate, non hanno possibilità di interagire con i loro simili, non sono mai portati al pascolo… e potremmo continuare ad elencare un’altra serie di motivi.

Ma sebbene l’industria dei cavalli da traino sia relativamente piccola, le paghe sono alte e le conoscenze influenti numerose, e sarebbe quindi necessaria una reazione sociale imponente per mettere finalmente al bando questa pratica crudele, insensibile e inutile. 

La Coalizione per Bandire l’Utilizzo dei Cavalli da Tiro ha tenuto una veglia in memoria di Charlie lo scorso venerdì notte, a Central Park, e ha richiesto investigazioni chiare per determinare la causa di morte del cavallo.

Per ora l’autopsia non ha dato risultati certi, ma di sicuro non si è trattato di un incidente: questi animali sono spremuti come limoni con qualunque temperatura e condizione atmosferica e la loro situazione è peggiore di quanto molti immaginino.

I cavalli non sono stati creati per servirci, e non ha senso farli trottare per giornate intere sull’asfalto, al caldo soffocante o al gelo.

 

Qui potete firmare la petizione per bandire il traino a cavallo.

Nella foto: Charlie morto sull’asfalto.

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3 Commenti

  1. Roberto Vendramin

    Vergogna!

  2. in cina esiste il carretto x traporto di persone portato da un uomo se proprio volete la stranezza fatelo anche a new york.xche’ il cavallo?,xche’ l’animale deve sempre subire le nostre deficenze,le nostre scemenze? o meglio usate un auto grande,piccola ma facciamola finita nello sfruttamento degli animali

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