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L’uomo delle pulizie che ha salvato nove gatti dall’inferno

Questa storia è raccontata dalla viva voce di Bud Burdick, un addetto alle pulizie in forza presso un’impresa di New York. L’originale (in inglese) la trovate a questo link.

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Questa è la storia di come ho salvato nove gatti e li ho sistemati in case amorevoli. Sono arrivati nella mia vita in un modo che spaventerebbe molta gente, ma sapevano che avevano bisogno di aiuto.

All’epoca lavoravo come addetto alle pulizie per un’impresa immobiliare. La casa che dovevo pulire era un appartamento abbandonato da poco in un quartiere poco raccomandabile. Mi mandarono sul posto per un sopralluogo perché decidessi se volevo o no accettare l’incarico, dal momento che la situazione era piuttosto squallida. 

Arrivai lì una sera di maggio e non appena aprii la porta venni raggiunto da un odore putrido: il posto era pieno di scarafaggi e c’era spazzatura ovunque. Ma c’era anche una gatta amichevole con le mammelle gonfie. Ovviamente significava che aveva appena partorito, quindi sapevo cosa dovevo cercare.

Percorsi la cucina e arrivai in soggiorno: lì c’era un microscopico micino nero dentro un vecchio cartone di pizza, in mezzo all’immondizia. Nella camera da letto adiacente sentii un rumore e scoprii altri due gattini che si nascondevano sotto un vecchio letto a castello.

Capii di aver bisogno di aiuto e così chiamai mio fratello, Frank, e la sua ragazza Laurel. Ritornammo sul posto con tre trasportini per gatti e rientrammo in quella casa infernale.

Recuperammo subito mamma gatta e il micino nero, solo per scoprire che da qualche parte c’era una seconda mamma gatta – i cui figli erano i due gattini che avevo visto sotto il letto. Rientrati nella camera dei bambini, scoprimmo altri due mici: ma non erano gli stessi che avevo visto la prima volta. Significava che gli animali rinchiusi in quel posto erano molti di più di quanti credessi.

In quella stanza trovammo un totale di quattro cuccioli e riuscimmo a catturarne tre. Non erano per nulla amichevoli, non avevano mai visto un essere umano e facevano il possibile per sfuggirci.

Il quarto scappò in soggiorno e si nascose sotto il divano. 

Approfittammo del momento per scandagliare con attenzione a stanza da letto, e poi il soggiorno. Mentre esaminavo il divano mio fratello scavava nella spazzatura negli angoli. 

Spostando il divano trovai altri due cuccioli: quello che era scappato dalla stanza dei bambini e uno che era probabilmente il fratello del micino nero. Li infilai nel trasportino e continuai la ricerca. 

Scavando nella spazzatura trovai altri due gattini, ancora più piccoli. Io e mio fratello ci fermammo un attimo ad ascoltare. Si sentivano tenui miagolii da qualche parte nella casa, in mezzo ai rumori causati dagli scarafaggi che correvano sul pavimento. 

Non trovammo più nulla in cucina e in soggiorno e quindi passammo alla seconda camera da letto: scoprimmo subito che era stata la stanza da bagno di un cane che non viveva più lì. Niente da trovare nemmeno lì.

Ce ne andammo con otto gattini ed una gatta: li ospitai tutti a casa mia.

Tornai nell’appartamento infernale il giorno dopo. Chiamai e la seconda mamma gatta finalmente apparve. Era l’ultima rimasta. La portai a casa con me perché potesse ritrovare i suoi cuccioli. 

Il piccolo nero, che in qualche modo era stato il salvatore di tutti gli altri, essendosi fatto vedere per primo, dovette essere eutanasizzato: la sua salute era troppo compromessa. 

Grazie all’associazione Pet Adoption Network riuscii a far adottare tutti gli altri: sono vivi, in salute e molto amichevoli.

 

Nelle foto: alcuni dei gattini salvati e la stanza dei bambini in cui erano nascosti.

 

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