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Il macello a cielo aperto della roggia di Zanè, Vicenza

È stato fatto un esposto all’ULSS in merito all’orrore ritrovato nella roggia di Zanè, nel vicentino: animali da cortile morti e gonfi di gas, resti in via di putrefazione, pelli macerate. 

Proprio questi resti – e, a monte, l’inciviltà di chi lì li ha lasciati – hanno contribuito, martedì scorso, a far tracimare la roggia nei pressi della provinciale 349 del Costo.

Il torrentello viene da tempo utilizzato come discarica per i resti della macellazione. Già lo scorso 27 maggio erano stati ritrovati nell’acqua i resti di un capriolo.

Questa settimana, invece, è stata la volta delle pelli imputridite di due capre, carcasse di conigli e fagiani. I responsabili sono con tutta probabilità (viste le vittime) cacciatori e fattori.

“Ho il forte sospetto che ci sia qualcuno che approfitta del maltempo per buttare nella roggia i resti degli animali macellati in casa”, dice il sindaco del paese, “questi rifiuti creano, assieme a rami, foglie, sacchetti di plastica, dei veri e propri tappi che ostruiscono i tratti in cui la roggia scorre sottoterra. E le conseguenze di questa inciviltà sono sotto gli occhi di tutti”.

Poveri animali: cacciati e uccisi, oppure allevati per essere sgozzati. E poi gettati via, come spazzatura. Nemmeno la dignità della morte è consentita a queste creature. 

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