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La risposta di AMICA agli animalisti infuriati

Ricordate la diatriba rispetto all’articolo di AMICA in cui si parlava di amare gli animali e indossarne la pelliccia? Ne abbiamo parlato ieri.

Oggi, sul blog di LeiWeb, Cristina Lucchini – direttrice di AMICA, risponde così alle polemiche innescate dal ributtante articolo pubblicato sulla rivista.

***

A tutti gli animalisti, i vegani, i militanti di associazioni contro l’utilizzo degli animali
nell’abbigliamento che mi hanno scritto con insulti, proteste e minacce.

Forse non ci siamo capiti. La copertina con il chiaro interrogativo “Amo gli animali. Devo proprio rinunciare alle pellicce?” (e non le sue versioni modificate che sono state trascritte) non vuole prendere alcuna posizione a favore. Vuole aprire un dibattito. Amica è un giornale di moda. Irina Shayk una famosa modella. Nessuno si sarebbe scandalizzato se l’avessimo fotografata con indosso una pelliccia. Che piaccia o no, non sono fuori legge (tranne quelle delle specie protette segnalate a pagina 91). Consapevoli, ma non incoscienti abbiamo fatto di più. Ci siamo chiesti e abbiamo chiesto ai lettori se amare gli animali significhi automaticamente non indossare il loro pelo. Scontato che per voi la risposta sia sì. Meno scontato che chi ne indossa una, magari ereditata, comprata di terza mano a un mercatino, debba sentirsi automaticamente un assassino. Nessuna presa di posizione a favore, nessuna presa di posizione contro. Il pezzo di Rosa Matteucci, scrittrice di fama riconosciuta, esprime i dilemmi sull’argomento, non una posizione personale, né tanto meno del giornale. Come si è detto rispettiamo chi rinuncia a mangiare carne e pesce, chi si veste solo di fibre vegetali, chi lotta per i diritti di esseri viventi senza voce. Ma non tolleriamo la violenza. Le aggressioni verbali e fisiche. Che indeboliscono la causa invece di sostenerla.

Questo giornale, proprio perché libero, ospiterà articoli contro la vivisezione, contro le barbarie e a favore dell’ecologia. Nello scorso numero di agosto avevamo pubblicato un reportage dal titolo
“Vergogna!” contro l’inquinamento di mari e spiagge (che uccide tante specie animali). Non un riscontro, non una mail di sostegno, non un commento è arrivato in redazione. Mi chiedo dove fossero le persone sensibili….
A chi poi mi ha chiesto se il tigrotto è stato scuoiato vivo dopo lo shooting, rispondo con una rassicurazione: sta benissimo,vive con la madre in un grande parco, ha genitori adottivi che lo coccolano di continuo e forse è più al sicuro lì che facile preda di cacciatori senza scrupolo. A chi lotta per fermare il commercio di pellicce un consiglio: queste battaglie si vincono con un referendum, un disegno di legge (come in Paesi più evoluti del nostro è stato fatto) non con gli insulti.
Un civile dibattito era quello che speravamo di ottenere.

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9 Commenti

  1. Un’altra “benaltrista”… a furia di dire che ci sono “altre priorità” non se ne risolve nemmeno una.. E poi mi farebbe piacere che si riflettesse sul fatto che occuparsi di animali, che sono gli ultimi tra gli ultimi in quanto non hanno voce per difendersi, non significa non occuparsi anche di anziani, bambini maltrattati, popoli sfruttati. Se si imparasse a vedere l’insieme delle cose, a riflettere sulla complessità degli eventi di cui siamo testimoni e parte in causa forse potremmo dar vita ad una comunità umana migliore… non è coltivando il proprio orticello che si lavora per vivere meglio… e di problemi quotidiani anche gravi ne abbiamo tutti… ma non tutti ne fanno una scusa per chiudere gli occhi e passare oltre davanti alla sofferenza altrui, a qualsiasi specie esso appartenga.

  2. Eh già, sono altri problemi e preoccupazioni…leggere riviste patinate e occuparsi di moda è uno di questi “problemoni”… Ad ogni modo c’è sempre chi casca dal pero, lo capisco (poco) da una ragazzina di 10 anni al massimo, non di certo da chi è più grandicello. Le fette di salame dagli occhi è buona cosa togliersele.

  3. esattamente, alice. il punto è proprio questo: per noi gli animali SONO la priorità. a ognuno le sue cause, giusto? 🙂

  4. Semplicemente ci sono persone che affrontano diversi problemi, e ne lasciano in secondo piano altri.
    Forse dovreste anche rispettare il fatto che gli animali e le pellicce magari non sono priorità. Ad ognuno le sue preoccupazioni e i suoi problemi da risolvere, purtroppo.

  5. Cristina Carrano

    Non ho letto l’articolo, quello che so è che la comunicazione è malata. Se non volevano le mail di protesta potevano cambiare titolo e copertina, sempre usando una modella, un animale e un cadavere…ops, pelliccia.
    Se non sono capaci di fare il loro lavoro mica è colpa degli animalisti, si offendono anche 🙂 pur consapevoli che avrebbero scatenato le ire di molti con il messaggio che trapelava dalla copertina.
    Mah!

  6. infatti lo è per noi. questo è un blog, e dunque autorizza anche ad esprimere pareri sulle notizie che vengono date. in tutta franchezza, alice, se l’articolo di amica ti ha insegnato qualcosa – buon per te. ma anche le tue reazioni indignate all’indignazione altrui sono abbastanza fuori luogo – se non altro perchè leggere che vi sia gente che non si sia mai posta il problema dell’origine delle pellicce dovrebbe far indignare molto più del nostro commento. perchè significa che siamo così assuefatti alla violenza sulle altre creature da considerarla assolutamente ignorabile e normale.
    detto questo, certamente vi saranno in rete blog o magazine animalisti meno “indignati” (!) e più in linea con ciò che tu ti aspetti di leggere… buon proseguimento!

  7. Utilizzare l’aggettivo RIBUTTANTE è fuori luogo. Lo sarà per voi. Per le persone a cui, come me, non aveva mai pensato all’argomento, è stato un barlume di luce e uno spunto di riflessione. Ma le reazioni oltranziste e indignate sono proprio fuori luogo, e come diceva la direttrice, ottengono esattamente l’effetto contrario da quello desiderato.

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