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Il mensile Amica ama le pellicce. ENPA risponde

Di seguito il comunicato ENPA relativo all’apologia della pelliccia pubblicata sul settimanale Amica, che ci si augura d’ora in poi abbia qualche acquirente in meno. Perché si chiamerà pure Amica, ma di certo non lo è degli animali: anzi, inviteremmo la “giornalista” che ha scritto l’articolo ad andare personalmente in un allevamento di animali da pelliccia e ad assistere allo scuoiamento. Valutate voi stessi.

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Gentile Direttore,

ho letto, non senza stupore, l’articolo firmato da Rosa Matteucci e pubblicato sul numero di novembre di Amica. L’Autrice si colloca nella schiera dei “benaltristi”, di coloro cioè che, di fronte a qualsiasi impegno o scelta, affermano che c’è sempre “ben altro” di cui occuparsi: animali da pelliccia contro pollo, mucca o coniglio, ad esempio. E invece accade che chi si occupa di un tema ne segue, coerentemente, altri omogenei.

L’errore è sostanziale: pretendere che gli animalisti e “certa gente” si scandalizzino per un animale da pelliccia e non invece per un pollo, per una mucca o un coniglio è un artificio retorico, superato quanto i presunti “imbrattamenti di vernice”. E infatti le cose non stanno proprio in questi termini. Se Rosa Matteucci seguisse più attentamente quanto accade nel nostro Paese potrebbe fare alcune scoperte interessanti. Potrebbe scoprire, ad esempio, che In Italia, a differenza della personale esperienza vissuta dall’Autrice – nel cui merito non entro -, il numero di chi non ama le pellicce aumenta di anno in anno quanto quello di vegani e vegetariani. Questi ultimi ad oggi sono sette milioni. Solo dieci anni fa erano due milioni. In nessun altro settore si è avuta una crescita così imponente e continua. 

Ma potrebbe anche scoprire, come raccontano le cronache dei giornali, quanto è sviluppata la coscienza animalista degli italiani e quanto “certa gente” si prodiga per tutelare gli animali. Tutti, senza distinzione di specie: cavalli, cani, visoni, bovini, iguane, maialini. Questo significa che stiamo vivendo un profondo processo di trasformazione, al centro del quale ci sono proprio gli animali in qualità di esseri senzienti. Che soffrono, sperano, gioiscono, provano amore e attaccamento in modo non troppo dissimile dal nostro. Resta invece tutto da dimostrare che “quasi nessuna donna … resiste al piacere di accarezzare e indossare una pelliccia” e che “le donne sono per istinto attratte dal lusso e dal contatto fisica con le pellicce.” Evidentemente Rosa Matteucci vive nel pianeta di Crudelia De Mon dove le donne passano il tempo a lisciare le loro pellicce e dove chi difende gli essere senzienti viene bollato come integralista. 

 Assicuriamo la signora Matteucci che gli animalisti non sono bravi penitenti e non vestono necessariamente di canapone, anche se questa fibra è spesso all’attenzione dei più sofisticati creatori di moda. L’equazione eleganza uguale pelliccia, invece, richiama la fantozziana certezza sulla corazzata Potemkin. 

La ringrazio per l’ospitalità e Le invio i miei migliori saluti. 

Carla Rocchi Presidente nazionale Enpa

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10 Commenti

  1. https://www.facebook.com/event.php?eid=266220230081191 !!!!! BOICOTTIAMO INTIMISSIMI FINCHE’ NON CAMBIERANNO TESTIMONIAL!!!!!!

  2. devono anche discutere su queste cose..io mi vergognerei a portarne una,mi farei troppo schifo!

  3. Condivido anche le singole virgole. Una gravissima pecca di ignoranza, arretratezza e disinformazione per la rivista Amica (o Nemica… del più mero buonsenso?) e della sua “giornalista”.
    Sarebbe anche ora che la si finisse con questi grotteschi tentativi di marcia indietro sull’argomento pellicce: ormai la posizione coscenziosa della maggior parte delle donne italiane è chiara, fortunatamente, e propende decisa per il *no*. Alla faccia dei patetici reazionari nostalgici del brandello di cadavere appeso addosso. O forse l’industria della pelliccia ha subito colpi sempre più duri in questi ultimi anni e se la fa in mano al pensiero di fallire? Vorrei tanto fallisse oggi per non dover aspettare neppure a domani.

  4. rebecca, possiamo immaginare il male che fa: ma fortunatamente, una volta aperti gli occhi, è impossibile richiuderli.

  5. Non posso commentare la foto mi fa stare malissimo… quanto bestia sia l’umano..

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