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USA: chiudono macelli equini. Ma i cavalli muoiono lo stesso

Sono passati cinque anni dalla chiusura dell’ultimo mattatoio equino sul suolo americano. Ma i cavalli che dovevano essere graziati da cotanta fortuna non trovano pace.

Perché chiudere un macello non significa nulla, se la carne di cavallo continua ad essere commercializzata, venduta, acquistata, consumata oltreconfine: è infatti considerata prelibata in Europa, Asia, Messico e Canada.

Ripeteremmo fino alla nausea che la scelta di una alimentazione etica (vegan) è il passo fondamentale per tutelare, rispettare, proteggere e soprattutto entrare finalmente in profonda connessione con creature in tutto e per tutto simili a noi, ma diverse solo nella specie. Ma non ce n’è bisogno: nel 2011, chi ha interesse per capire, imparare e cambiare ha tutti gli strumenti per farlo senza che si cerchi di fare proselitismo. 

La fine della mattanza dei cavalli negli USA era stata considerata una vittoria importante, ma i mattatoi continuano a funzionare a pieno ritmo un passo fuori dal confine e allora ogni anno, nel vicino Messico, nel vicino Canada, sono 140 mila i cavalli abbattuti per finire nel piatto di qualcuno o sui banchi delle macellerie. 

Animali senza cibo, ammassati in sudici tir, corrono verso la morte senza neppure la pietà degli ultimi istanti. Immersi nelle loro feci ed ignorati negli ultimi istanti della loro vita, sono solo merce – non creature senzienti, sensibili, dalla vita emotiva complessa.

E allora viene fuori che la chiusura dei mattatoi statunitensi, che avrebbe dovuto rappresentare una pietra miliare nella lotta al raggiungimento dei diritti animali, si è rivelata un’arma a doppio taglio: sono infatti fin troppi i cavalli denutriti, abbandonati e vittime dell’incuria da parte di chi non ha più la possibilità economica di nutrirli.

Una commissione governativa allora presenta un rapporto al Congresso Federale. La situazione è disastrosa e le soluzioni possono essere solo due: tornare a rendere legale la macellazione negli Stati Uniti o rendere il trasporto dei cavalli all’estero illegale, quando finalizzato ad una visita al mattatoio. 

Le associazioni animaliste non demordono: i cavalli dovrebbero avere gli stessi diritti riconosciuti ad animali domestici come i cani o i gatti, dicono. Ma la mentalità umana è difficile da cambiare: per l’uomo che sfrutta le creature non umane in ogni aspetto della sua vita – dall’alimentazione al vestiario, dalla ricerca medica al divertimento – nessun animale può essere considerato qualcosa di diverso da merce, proprietà, profitto su zampe.

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