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Ritrovati pitbull dilaniati: morti

Uno dei due pitbull ritrovati Sono morti entrambi i due pitbull ritrovati in condizioni disperate per le strade di Caltanissetta.

La LIDA giustamente sottolinea che in città è in corso un’emergenza e che è assolutamente necessario un piano di contrasto. Noi siamo d’accordo. E sarebbero necessarie naturalmente anche pene più severe per tutti gli aguzzini che si servono di questi “giocattoli” viventi, utili al loro scopo finché le zampe li regge, e poi spazzatura da buttare.

Il primo pitbull viene ritrovato lo scorso 3 ottobre, grazie alla segnalazione di un medico veterinario: il cane era stato abbandonato – legato – davanti all’ambulatorio cittadino. Ormai è in condizioni gravissime e le cure del dottor Salvatore Romano, prestate all’animale al canile Mimiani, sono inutili: muore dopo atroci sofferenze. 

Il secondo pitbull viene soccorso da due Guardie Zoofile LIDA e WWF sabato 15 ottobre, in Via Angeli a Caltanissetta. Anche in questo caso si tratta di un esemplare abbandonato, dilaniato, nei pressi di un’abitazione privata.

L’orrore di queste morti chiude la bocca dello stomaco e toglie le parole. Una morte cruenta, tra dolori inimmaginabili, per due animali innocenti ritrovati divorati dalle larve carnarie, soprattutto nella zona della testa e del collo, con profonde lacerazioni mai curate e morsi che lasciano poco scampo. Una morte che arriva dopo una vita infame, perché i retroscena dei combattimenti clandestini fra cani fanno altrettanto rabbrividire.

Cuccioli di molossoidi che dai quattro mesi di età si ritrovano inseriti loro malgrado in un programma di allenamento idiota e crudele finalizzato ad aumentare la resistenza e soprattutto l’aggressività: collari fissati a pesi di piombo da sopportare, tubi di plastica e copertoni da dilaniare per sviluppare le mandibole, ore di tapis roulant, alimentazione iperproteica e farcita di droghe eccitanti. I cani, per diventare ancora più “cattivi”, vengono aizzati di continuo contro altre prede animali, innocenti quanto loro.

Il tutto per gonfiare di denaro le tasche sudicie di scommettitori e proprietari: gli esseri umani che fomentano e concorrono a questa vergognosa zoomafia. 

In casi come questi, ma non solo, bisogna che il massimo della pena venga applicato, per, come giustamente sottolinea LIDA, “debellare un’attività criminale che ormai ha raggiunto livelli intollerabili… è necessario e profondamente giusto proteggere questi poveri cani, vittime innocenti di criminali senza scrupoli da cui hanno imparato solo violenza e percosse invece che il calore di una carezza o le amorevoli cure che meriterebbero”.

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2 Commenti

  1. la legge deve essere molto piu’ severa con questi atti di crudelta’, e ci vogliono piu’ persone a controllare. Poi anche il pubblico va sensibilizzato, spesso sembra che denunciare la cattiveria sia come tradire chi sa chi. Insomma dobbiamo agire TUTTI per migliorare questo mondo e adesso e’ il momento migliore.

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