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Lazio: 12 galline ovaiole liberate da un allevamento a terra. Video

Pulcini nella spazzatura in un allevamento intensivo Arriva ancora da OCSA la dichiarazione ufficiale in merito alla liberazione di 12 galline ovaiole detenute in un allevamento a terra, nel Lazio. 

Eccola.

***

Abbiamo ricevuto via email un comunicato riguardante il riscatto di 12 galline ovaiole da un allevamento ‘a terra’, avvenuto all’inizio del luglio scorso. Nel comunicato viene riportato un video dell’azione, realizzata in solidarietà con i 12 attivisti inquisiti in Spagna. Non c’è bisogno di precisare che, essendo noi un gruppo impegnato pubblicamente ma che supporta anche l’azione diretta (come in questo caso) volta a riscattare e salvare vite animali, riportiamo senza esitazione tutto quello che ci è pervenuto.

Teniamo stretta nel cuore la profonda felicità per 12 individui che sono stati salvati dall’industria dello sfruttamento animale e amiamo pensare di immaginarli vivere finalmente liberi, con il pensiero verso tutti coloro che ce la possono fare ad uscire dai moderni campi di prigionia chiamati allevamenti e verso chi purtroppo non ce la farà mai.

 – NOTA INFORMATIVA – 

OCSA non è responsabile di quanto riportato di seguito, né a conoscenza di chi siano gli autori dell’azione. Riportiamo esattamente quello che abbiamo ricevuto perché riteniamo che le persone debbano essere messe al corrente di quello che viene fatto per salvare gli animali.

Seguono comunicato e link del video, invece qui è possibile scaricare un banner per divulgare quanto è stato realizzato:

web – http://ocsanimal.org/download/banner_riscatto12_galline_lazio.jpg

grande – http://ocsanimal.org/download/banner_riscatto12_galline.jpg

VIDEO: http://vimeo.com/30401186

 

– COMUNICATO RICEVUTO IN FORMA ANONIMA – 

 Valutando attentamente e da tempo l’impegno e l’attivismo della vostra organizzazione sul territorio di Roma e del Lazio, abbiamo pensato di chiedervi di diffondere un video che è stato girato all’inizio di luglio di quest’anno; in questo filmato viene documentata la realtà degli allevamenti ‘a terra’ di galline ovaiole nella regione. Vi chiediamo di poterlo diffondere attraverso i vostri canali, per porre l’accento sulla costante condizione di prigionia di tutti gli animali rinchiusi negli allevamenti e sull’importante significato che può avere un’azione che porta alla loro immediata liberazione.

All’inizio del mese di luglio 2011 abbiamo deciso di riscattare 12 individui da un allevamento avicolo presente nel Lazio. Il numero ed il momento non sono affatto casuali, abbiamo deciso infatti di riscattarne 12 sia perché capaci di fornire ad un numero tale un luogo adatto dove poter essere accuditi e dove poter vivere in libertà, sia per dedicare questa liberazione ai 12 attivisti inquisiti in Spagna.

La manovra repressiva avviata nel paese iberico il 22 giugno 2011 (con perquisizioni a tappeto ed arresti) ed orchestrata attentamente dalle lobbies dello sfruttamento animale, non ha precedenti ed ha mostrato un evidente tentativo di ostacolare gli attivisti che lavorano da anni, con l’intento di sensibilizzare ed informare su ciò che accade agli animali.

Per informarsi sul caso e dare un aiuto concreto basta consultare il sito internet: www.unitedagainstrepression.org

Abbiamo scelto di riscattare questi individui da un allevamento ‘a terra’, un luogo di segregazione e prigionia dove le galline sono stipate in spazi ristretti, in 7-8 per ogni mq, in capanni oscurati di giorno e con luce sempre accesa di notte. I comportamenti che adottano sono chiaramente non naturali per individui abituati a vivere razzolando sul terreno in spazi non delimitati, mentre le malattie non sono di fatto meno gravi di quelle delle altre tipologie di allevamento avicolo.

 Noi siamo entrati ed abbiamo prelevato 12 galline da un capanno adibito alla riproduzione; all’interno esse vengono costrette a vivere insieme ai galli in spazi ancora più angusti. Si tratta di una procedura considerata un ‘vanto naturale’ da parte di alcuni allevatori. Infatti, piuttosto che riprodurre in maniera artificiale, viene usato questo metodo, lasciando sempre le luci accese nei capanni e forzando gli animali a ‘produrre’ il più possibile. E’ soprattutto per questo motivo che abbiamo trovato galline in angoli bui, raggruppate una sull’altra, alla continua ricerca del difficile riposo da trovare in una situazione del genere.

Scegliere un allevamento ‘a terra’ piuttosto che uno ‘in gabbia’, ‘all’aperto’ o ‘biologico’, non fa distinzione: non è sul modo in cui si sfrutta un individuo che vogliamo porre l’attenzione, ma sullo sfruttamento in sé.

Che vengano stipate in gabbie o a terra nei capanni, non fa per noi alcuna differenza; in tutti i casi quest’animale non umano viene privato della sua individualità, della dignità, umiliato, trattato come una macchina che serve a produrre uova e infine mandato al macello, quando non più capace di svolgere efficientemente il compito per il quale è stato fatto nascere. Lo specismo è alla base di questo sistema produttivo, è per questo che abbiamo riscattato 12 individui, per restituire loro ciò che l’animale umano gli ha sottratto nel momento in cui ne ha progettato la nascita: la libertà.

 Per ogni individuo che è ancora rinchiuso possiamo fare la differenza smettendo di nutrirci delle sue carni, eliminando prodotti di origine animale dalla nostra dieta e dalla nostra vita.

Per ognuno di loro possiamo agire immediatamente, basta scegliere di diventare vegan.

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