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Il cane imbustato, trovato per miracolo

Il cane imbustato trovato a PiedimonteLui un nome non credo ce l’abbia mai avuto. O forse sì, perché una volta è stato di qualcuno, e ha pensato di essere amato dalla sua famiglia umana. Ha pensato che la vita fosse quella, e che non fosse tanto male, anche se magari viveva relegato a una catena e mangiava un giorno sì e due no gli avanzi dei pasti dei suoi padroni.

O forse è nato randagio in uno di quei posti, in Italia, che i randagi non li sopporta, che li vorrebbe vedere morti tutti, come in Romania. E allora, siccome quando si tratta di animali è sempre più facile voltare lo sguardo quando ci si trova davanti all’abbandono, all’incuria, alla fame, alla sete, perché tanto le leggi patetiche del nostro Paese non prevedono nemmeno il fermo in flagranza di reato, figuriamoci punizioni per chi, alla radice, è responsabile del fenomeno del randagismo, questo cane è stato ignorato finché la rogna e la fame non se lo stavano mangiando vivo.

Poi probabilmente è diventato non solo fastidioso da tollerare – in quanto randagio – ma anche brutto da vedere, con le sue chiazze glabre sul corpo e gli occhi lacrimosi, supplicanti. Una di quelle immagini che tanti non sopportano. E che alcuni decidono di cancellare con la violenza.

Questo cane è stato chiuso in sacco di plastica, di quelli che si usano per la spazzatura, e gettato in una radura. Come rifiuti in una discarica abusiva. Siccome la mano di Dio (se esiste) ogni tanto interviene e anche se non fa molto qualcosa fa, è riuscito miracolosamente a liberarsi almeno dal collo in su, e a continuare a respirare. Diversamente l’avrebbero trovato morto, duro e secco come uno stoccafisso, già pronto per lo smaltimento.

La persona che l’ha trovato così ha fatto bene a fotografare, perché certe cose le devono vedere tutti, e perché non si può far sempre finta di non sapere. Il cane era stato gettato nelle campagne di fronte all’ex macello nuovo di Via Canneto a Piedimonte. Non era solo chiuso nel sacco, ma anche incaprettato come un traditore di clan.

Quegli occhi dicono tutto. La dicono lunga su quanto la vera bestia sia l’uomo.

Da quello che viene scritto nella breve nota di Facebook che accompagna la foto, si presume che il cane sia ancora libero e vagante, perché il suo salvatore dice di aver bisogno di conquistarsi la sua fiducia per poterlo salvare.

Spero, con il cuore, che lo trovi ancora lì, vivo e libero da lacci e sacchetti, quando andrà a cercarlo. E spero che andrà a cercarlo presto.

 

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2 Commenti

  1. gennaro stammati

    PENA DI MORTE AI RESPONSABILI

  2. Voglio lanciare un appello al suo salvatore: LUI HA BISOGNO DI TE, FAI IN FRETTA…..

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